ITALIA: INDAGINE ACLI, TRA INSICUREZZA E DIFFICOLTÀ ECONOMICHE (2)

La prima preoccupazione circa il lavoro è legata al reddito. Il fatto di non riuscire a guadagnare abbastanza per arrivare alla fine del mese è il primo pensiero per il 42% degli intervistati. La precarietà è l’incubo per il 36% degli italiani. Cresce anche il clima di sfiducia e di insicurezza nelle relazioni quotidiane e personali. Sul lavoro la fiducia nei colleghi sopravanza la diffidenza di pochi decimi di punto. Ci si fida (molto o abbastanza) dei parenti (85%), dei vicini (74%), ma per il resto si vive sul chi va là, se a stento un italiano su 2 (50,5%) dichiara di nutrire fiducia nei confronti della "gente" in generale. Nei confronti degli immigrati che vivono nel proprio quartiere il grado di fiducia è ancora più basso (36%). Il livello di preoccupazione circa i rischi connessi alla criminalità è alto. Gli italiani temono di subire furti in casa (molto o abbastanza 62%), di essere aggrediti da un malvivente sconosciuto (62%), di rimanere vittima di scippi e borseggi (61%). Solo il 3% degli intervistati, tuttavia, mostra fiducia nella difesa autorganizzata dei cittadini, come ad esempio le ronde. Gli italiani chiedono senz’altro pene più severe contro la criminalità e il pugno di ferro delle forze dell’ordine (46%), ma si dicono anche consapevoli (44%) che è necessario anche agire sulle cause e spingono le persone a delinquere.