ITALIA: INDAGINE ACLI, TRA INSICUREZZA E DIFFICOLTÀ ECONOMICHE

In tre anni, dal 2005 al 2008, il popolo della "quarta settimana" (la cosiddetta "sindrome della quarta settimana" è una delle espressioni coniate, negli ultimi anni, per indicare le traversie economiche dei cittadini italiani, ndr) è cresciuto del 14%. E’ uno dei dati più eloquenti del clima di incertezza sociale ed economica del Paese emersi dall’indagine esplorativa dell’Iref, presentata dalle Acli oggi a Perugia, dopo le prime anticipazioni di ieri, nel corso della seconda giornata del convegno nazionale di studi, dedicata al tema della destra e della sinistra "dopo le ideologie", tra "nuove paure e nuove povertà". Il 45% degli italiani, si legge nella ricerca, dichiara di aver avuto difficoltà nell’ultimo anno nell’acquisto di beni o servizi di prima necessità. Lo stesso dato, registrato nel 2005 dall’Iref, l’istituto di ricerca delle Acli, si fermava al 31%. Rispetto a 5 anni fa sentono peggiorata la loro condizione economica il 61% dei cittadini (soprattutto pensionati, operai, artigiani e piccoli esercenti). Solo il 6% del campione (1500 individui) ha risposto indicando un miglioramento. Il futuro incerto e carico di rischi "deprime" 6 italiani su 10, che dicono di ritenere "inutile fare progetti impegnativi per sé e per la propria famiglia". Si sentono appartenenti al ceto medio il 51% degli intervistati, al ceto popolare il 39%, alla classe dirigente il 4%. (segue)