SETTIMANA BIBLICA: FABRIS, "VIENE DA LONTANO LA ROTTURA TRA SCIENZA E FEDE"

"La separazione tra la fede e la ricerca scientifica attorno ai testi della Scrittura, nell’ambito dell’Europa occidentale a partire dall’Illuminismo, è alla base della separazione tra ragione e fede che ci portiamo nel terzo millennio e che caratterizza in particolare il mondo occidentale": lo ha detto al Sir il presidente dell’Associazione Biblica Italiana, mons. Rinaldo Fabris, commentando i lavori della 40° Settimana Biblica Nazionale, in corso a Roma e che si concluderà domani. Come hanno spiegato stamane il biblista Pietro Bovati e il vescovo e preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, mons. Franco Brambilla, – ha proseguito Fabris – "la frattura si è avuta a partire dagli elementi di veridicità storica soprattutto dei primi libri della Bibbia, oltre ad un’antropologia non più accettabile, quale la concezione della donna nell’antichità". Mons. Brambilla, in particolare, ha sottolineato che "dal punto di vista della comunità credente la Bibbia nel suo insieme si presenta come ‘libro della fede’, è scritta da credenti per credenti, e pertanto c’è una esigenza intrinseca alla Scrittura di essere letta in prospettiva credente". Semmai – ha aggiunto – "occorre guardarsi dai rischi del fondamentalismo, da un lato, e del devozionismo, dall’altro. Entrambi non hanno a che fare con la fondazione storica della fede".