"Con la fine o la crisi delle ideologie, si sono certamente logorate anche le forme storiche dell’impegno dei cattolici nella vita politica italiana, ma non le ragioni ideali di quell’impegno", ha detto Olivero, ed "è a questo che ci ha richiamato, come ad una sorgente viva, Benedetto XVI a Cagliari". Per il presidente delle Acli, occorre, dunque, "esercitare un ruolo attivo per stabilire le regole dell’etica pubblica nel nostro Paese". Infatti, ha aggiunto, "a me sembra che insieme ai cosiddetti valori non negoziabili esista anche un genere di valori che hanno bisogno di essere governati per diventare sostenibili". Un altro aspetto è importante: "Dal momento che auspichiamo una politica più serena e post-ideologica, ma ancorata a saldi valori, mi domando in che modo i cattolici possano concretamente rappresentare la ‘scelta preferenziale’ per gli ultimi, che va certamente salvata". Per Olivero, "la questione sociale, la questione antropologica, la riforma delle istituzioni e l’emergenza educativa" sono "le quattro frontiere principali dell’impegno culturale e politico che dovrebbe vedere i cattolici schierati in prima fila". "Passa infatti di qui ha aggiunto – quella grammatica dei valori che troviamo incarnati nel Vangelo e che si chiamano vita, giustizia, non-violenza, inclusione sociale, cultura del limite, dignità della persona umana".