"La pregiudiziale ideologica non funziona più al momento del voto". È un altro dei dati dell’indagine dell’Iref: solo il 17% degli intervistati non voterebbe mai un politico perché "di destra", il 15% direbbe no se fosse "di sinistra". 6 italiani su 10 voterebbero indistintamente a destra o sinistra se il politico fosse "capace di risolvere i problemi del Paese" e "onesto". Gli stessi contenitori politici tengono sempre meno: il 32% degli intervistati non si sente rappresentato da nessuna tra le definizioni politiche vigenti. Le convinzioni ideologiche non contano ormai nulla per più di un italiano su due (56%), perché contano solamente i risultati ottenuti dai governi. Eppure non è solo al pragmatismo che guardano gli italiani. Tra il post-ideologico e l’antipolitica, la partita dei valori rimane aperta al momento del voto. Gli italiani infatti dichiarano di scegliere in base alle proprie convinzioni personali “i valori in cui credo” per il 38%. Il 30% valuta il programma politico più efficace e concreto, mentre solo il 10% dichiara di subire il fascino dei leader carismatici e comunicativi. E quali sono questi valori in cui credono gli italiani? Al primo posto la famiglia (81%), quindi il lavoro sicuro (33%), l’amicizia (15%), la fede religiosa (15%), l’autonomia e la libertà individuale (11%). (segue)