Nel suo messaggio a studenti, genitori e docenti, per l’avvio dell’anno scolastico, mons. Nosiglia sottolinea poi che per valorizzare la scuola come "bene comune" e luogo educativo, "possono essere utili alcune linee di azione". Ne elenca cinque: la prima è "sostenere e rimotivare i docenti al compito educativo come vocazione esigente, che richiede competenza, disponibilità, apertura all’altro, capacità relazionali". Seconda linea è "animare gli studenti, perché possano vivere in modo costruttivo, creativo e progettuale l’esperienza scolastica, rilanciando la partecipazione, come momento importante per costruire la comunità educante". Al terzo posto il vescovo indica "suscitare nei genitori l’assunzione della responsabilità educativa come impegno strategico fondamentale, che si realizza anche attraverso la collaborazione con la scuola, in modo non episodico e delegato". Quarta linea è "valorizzare e rivitalizzare le associazioni professionali e di categoria" e quinta "creare una mentalità di ‘rete’ tra le istituzioni educative, condividendo le esperienze del volontariato sociale per un impegno comune nei settori dell’accoglienza, dell’integrazione, della dispersione scolastica, della marginalità". Secondo mons. Nosiglia, una impostazione di questo genere potrebbe favorire la creazione di "sinergie utili per confrontarsi con problemi complessi, con qualche speranza di successo".