TOSCANA

Diritto, non concessione

Territorio e immigrati: far votare i propri stranieri entro il 2010

Entro il 2010. La Toscana vuol far votare i propri stranieri, almeno quelli che risiedono nella regione da tempo:  da tre o cinque anni.  E l’obiettivo è farlo entro il 2010. “Vivono, studiano e lavorano nel nostro paese – spiega l’assessore alle riforme istituzionali della Toscana, Agostino Fragai -; pagano anche le tasse e contribuiscono alla crescita dalla nostra economia. In molti, a distanza di anni, hanno portato qui l’intera famiglia. Hanno quindi tutto il diritto di partecipare alla vita pubblica in modo pieno e dire la loro sulle politiche delle comunità che li riguardano”.Presso l’assessorato al Sociale, la cui delega è stata affidata all’assessore Gianni Salvadori, si è appena insediato un gruppo tecnico di lavoro, di cui fanno parte anche rappresentanti di Caritas e Arci, nonché esperti e docenti universitari. Il primo compito di questo gruppo consiste nell’analisi di quanto già prodotto dalla precedente legislatura proprio nella fase finale: l’attenzione, in particolare, è su un “documento di indirizzo” al cui interno è compreso proprio un capitolo dedicato al dirito di voto per gli immigrati.Per una maggiore sicurezza. C’è poi da notare che il nuovo Statuto della Regione Toscana prevede, nel capitolo dedicato ai “principi generali” l’estensione del diritto di voto (“nel rispetto dei principi costituzionali”) agli immigrati nonché la “partecipazione di tutti i residenti” alle scelte politiche regionali. In Toscana si tiene a sottolineare come si parli di “diritto”, non di “concessione”.In un recente seminario su un piano d’azione per gli immigrati, sono stati spiegati i possibili percorsi. “Prenderemo due strade parallele: quella di una legge toscana – sottolineano i due assessori – che consenta agli immigrati con regolare permesso di soggiorno di votare alle elezioni regionali e quella di una proposta di legge in Parlamento per aprire invece l’accesso al voto nelle comunali e provinciali, oltre che costituire una cornice di riferimento per tutte le Regioni”.Nel primo caso basta, infatti, una legge regionale. Una legge nazionale renderebbe, però, il tutto più armonico e soprattutto è indispensabile per i Comuni e le Province. “L’immigrazione – concludono Fragai e Salvadori – è un tema che ogni giorno assume sempre maggiore importanza, soprattutto per le problematiche sociali connesse. Concedere a queste persone pieni diritti di cittadinanza, anche politici, significa percorrere quella strada dell’integrazione che è anche un’azione di sicurezza”.————————————————————————————–SchedaPiù di duecentomila stranieri in Toscana. Ogni cento residenti, in Toscana ci sono sei stranieri. Albanesi, cinesi e rumeni, seguiti da marocchini, sono nell’ordine i più numerosi. E’ la stima della Caritas che nella settimane scorse ha presentato il consueto dossier annuale. E la crescita dei ricongiungimenti familiari è la spia della stabilizzazione della presenza di molti immigrati. La fotografia è quella scattata al 31 dicembre 2004.  In Toscana gli stranieri con un regolare permesso di soggiorno sono 222.828: nel 2003 erano 175.026, con gli irregolari circa 206 mila. Cresce anche il numero degli immigrati che hanno trovato lavoro: 52.353, assunti soprattutto nelle province di Firenze  e Prato, in particolare nei servizi (60%) e come badanti, nell’edilizia (12,9%), negli albergi e nei ristoranti (12,2%).  Nelle scuole toscane, sempre più multietniche, gli stranieri sono 23.320, cresciuti in un anno del 19,7%.(20 gennaio 2006)