Secondo mons. Bruno Forte, in dialogo con Cacciari, “l’ermeneutica consiste nello sforzarsi di cogliere il mondo vitale che sta dietro alle parole dell’altro, come rispose Gadamer a uno studente che gli chiese cosa fosse l’ermeneutica stessa. Quindi il linguaggio si presenta come il mezzo in cui l’io e il mondo vengono a incontrarsi e a congiungersi realizzando quella ‘fusione di orizzonti’ in cui consiste propriamente il ‘comprendere'”. “Fra chi interpreta e chi è interpretato – ha poi aggiunto – si deve riconoscere una certa co-appartenenza, senza la quale nessuna comunicazione potrebbe sussistere fra di essi. Ciò va meditato alla luce del rapporto che esiste tra la Parola e Dio secondo l’insegnamento biblico”.