Un impegno “con reale volontà politica” per combattere la “piaga” della tratta di esseri umani, “che colpisce tante vittime e s’intreccia strettamente ad altre gravi piaghe come il commercio clandestino di sostanze stupefacenti, di armi e di esseri umani, fenomeni portati avanti da gruppi criminali transnazionali che ne fanno commercio e fonte dei loro guadagni”. A richiederlo, ai Governi dei singoli Stati e al Parlamento europeo, l’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche (Umocf), che ieri a Verona ha chiuso la sua conferenza europea sul tema “Liberiamo le donne dalla tratta”. “Proprio la complessità e la transnazionalità del fenomeno si legge in un documento diffuso al termine dei lavori chiede un impegno politico non lasciato all’estemporaneità e frammentazione, ma concordato a livello europeo, nei diversi settori d’intervento: protezione sociale, repressione ed azione giudiziaria, e ciò anche alla luce delle legislazioni più avanzate che alcuni Paesi europei hanno già adottato. Nessuna azione potrà avere successo se non coinvolgerà insieme i Paesi di origine, di transito e di destinazione e se non si giungerà a un forte coordinamento delle indagini nell’ambito dei singoli Stati dai quali provengono i gruppi criminali”. (segue)