"Un’occasione lieta" e "un annuncio tanto atteso": così mons. Giuseppe Bertello, nunzio apostolico in Italia, ha definito la nomina di mns. Betori a nuovo arcivescovo di Firenze. Salutando il personale della Cei riunitosi oggi nella sala del Consiglio permanente, Bertello si è detto "molto contento" per la nomina e per "l’amicizia fraterna" che lo lega a Betori, oltre che "l’ammirazione per il senso di comunione tra la Cei e la Santa Sede, con il Santo Padre innanzitutto, tra gli organismi della Santa Sede e le strutture a servizio della Chiesa italiana". "Mons. Betori ha passato quasi 25 anni di vita sacerdotale alla Cei", ha ricordato il nunzio, dicendosi "colpito innanzitutto dalla sua impronta biblica e teologica", fatta di "traduzioni e di attività di divulgazione della Parola di Dio a livello nazionale", e dalla "la passione per l’apostolato giovanile". Poi una curiosità, sotto forma di rimprovero ai giornalisti, che "hanno scritto molte cose ha denunciato il nunzio ma non che mons. Giuseppe Betori, allora seminarista, nel 1966 era uno dei giovani che andò ad aiutare durante l’alluvione di Firenze, con altri seminaristi ora vescovi: mons. Monari, mons. Bianchi e mons. Coletti". Di qui il "filo rosso" con la sua nuova diocesi, "dove certamente poterà la ricchezza del suo bagaglio culturale, ma soprattutto il suo zelo sacerdotale e apostolico".