TOSCANA

Sette tappe

Per i pazienti in attesa di trapianto

Un percorso in sette tappe. È quello che le Aziende sanitarie locali dovranno garantire ai pazienti che sono in attesa di un trapianto di organo. Il percorso è tratteggiato in una delibera (n. 651 di settembre 2006) che la Giunta regionale toscana ha approvato per regolamentare il “percorso assistenziale sui trapianti di organo”. Soprattutto nell’allegato 1 viene specificato il cammino da seguire. Il percorso inizia con il paziente che si rivolge al medico di medicina generale (Mmg).Quest’ultimo dopo le analisi del caso indirizzerà la persona all’Unità operativa specialistica di riferimento della propria Asl dopodiché ci sarà la segnalazione del caso al Centro trapianti di riferimento regionale per la tipologia di organo. A questo punto il paziente verrà inserito nella lista di attesa e, infine, si arriverà al trapianto e al decorso post-operatorio con il conseguente programma di “follow-up”. Al punto 7 dell’allegato si stabilisce anche l'”accesso alle prestazioni sanitarie all’estero”. In questa sezione viene stabilito che un paziente in lista di attesa in un centro trapianti nazionale possa “richiedere l’autorizzazione all’iscrizione in una lista estera”. Questo passo però comporta “l’uscita dalla lista di attesa nazionale”.Rete organica. “Nel complesso – commenta Franco Filipponi, responsabile dell’Organizzazione Toscana trapianti, la struttura organizzativa regionale che presiede alle attività di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule – la rete toscana oggi appare organica e attiva su tutto il territorio per ogni tipo di trapianto e monitorata grazie a uno specifico programma di qualità secondo standard migliori rispetto a quelli richiesti a livello nazionale”. Secondo il presidente regionale dell’Associazione italiana per la donazione di organi e tessuti (Aido), Vincenzo Passarelli, “la collaborazione della popolazione è fondamentale per diminuire il divario tra necessità e disponibilità di organi, ma serve più informazione”. Passarelli ricorda che è possibile esprimere il proprio consenso all’espianto di organi in caso di decesso in 4 modi: “Con una registrazione alla banca dati del ministero della Salute, da effettuarsi all’Asl; attraverso il tesserino inviato nel 2000 dall’allora ministero della Sanità; tramite la tessera di un’associazione donatori o firmando una dichiarazione di volontà su un foglio comune”. La volontà dei familiari, conclude Passarelli, “viene rispettata, ma in presenza di consenso preventivo dell’interessato un’eventuale opposizione dei parenti non vale”. Parere negativo. C’è anche un parere negativo rispetto alla provvedimento regionale sui trapianti. “La delibera della regione Toscana – secondo la onlus Associazione malati di reni – ha negli intenti il miglioramento del servizio offerto per quanti aspettano un trapianto o sono trapiantati. Ma al punto 7 dell’allegato 1, Accesso alle prestazioni sanitarie all’estero, troviamo recepito quanto contenuto nella bozza di decreto ministeriale, già dal 2005 contestato dalle Associazioni, ovvero, l’impossibilità burocratica di recarsi presso un centro europeo per essere inseriti in lista di attesa”. Infatti, a giudizio dell’Associazione, “in tal caso c’è l’obbligo della cancellazione dalle liste di attesa in Italia, in aperto contrasto con quanto contenuto nelle linee guida ministeriali per l’iscrizione in lista di attesa che consente l’iscrizione in due centri italiani, 1 nella Regione di residenza e 1 nel resto d’Italia, offrendo quindi 2 opportunità”.a cura di Simone PitossiScheda Per la donazione di organi e tessuti la Toscana risulta fra le prime realtà in Italia e in Europa. L’attività di donazione in questi primi mesi del 2006 presenta, infatti, una proiezione annuale di ben 49,3 donatori effettivi per milione di popolazione, contro i 31,7 donatori effettivi per milione di abitanti registrati nel 2005 (su una media nazionale di 21). Si tratta di un dato mai raggiunto in Italia e neanche nelle Regioni spagnole a maggiore attività. Nello stesso tempo le opposizioni alla donazione sono diminuite al 27,9%, rispetto al 31,9% del 2005. Come le donazioni anche i trapianti di organo sono aumentati in modo significativo: nel 2005 sono stati effettuati complessivamente 300 trapianti da donatore cadavere (154 di rene, 90 di fegato, 13 di cuore, 12 di polmone e 31 di pancreas) mentre ben 122 sono già stati fatti nei primi quattro mesi del 2006 (63 di rene, 39 di fegato, 5 di cuore, 3 di polmone e 12 di pancreas). La donazione dei tessuti è un’altra eccellenza. La Toscana dispone di 4 banche dei tessuti che partecipano attivamente al network nazionale: per la cute l’Azienda ospedaliera universitaria di Siena è la prima in Italia, mentre si collocano al secondo posto nazionale l’Aou di Pisa per le valvole cardiache, l’Aou Careggi per il tessuto muscolo scheletrico e la Asl di Lucca per la cornea.(15 dicembre 2006)