"Le scuole dell’infanzia a orientamento cristiano sono a rischio di sopravvivenza. Ogni anno, chiudono circa il 2%. Più che la scarsità di risorse economiche, la causa principale è l’incertezza finanziaria. Serve una chiarezza normativa, certezza dei contributi ministeriali, affidabilità nella tempistica di erogazione". È l’allarme lanciato al Sir dal segretario nazionale aggiunto della Federazione nazionale scuole materne (Fism) Antonio Trani, intervenuto, anche nella veste di presidente provinciale, al convegno "Educare nella scuola dell’infanzia" promosso dalla Fism romana e conclusosi ieri a Roma. La Fism raccoglie 8mila scuole materne cattoliche su 12mila, a livello nazionale, per circa 40mila insegnanti e circa 500mila alunni. La Fism Lazio conta 460 istituti, di cui 307 nella provincia di Roma, 210 solo nella capitale. Oltre il 60% dei docenti sono laici. "I contributi del 2006 sono stati erogati effettivamente nel 2008 ha detto Trani . Questa incertezza di disponibilità economica impedisce di fare bilanci veri e programmi, e dunque, va a detrimento della qualità, cioè, a danno dei bambini".