CASO ENGLARO: "STOP" REGIONE LOMBARDIA; SPAGNOLO (CATTOLICA), "UN BUON SEGNALE" (2)

Quanto alla decisione di Beppino Englaro di andare avanti per vie legali in modo da "superare quest’altro ostacolo", come ha dichiarato, Spagnolo osserva che "le richieste della famiglia sono a dir poco irragionevoli". Secondo l’esperto è scorretto, in particolare, "utilizzare la delicata vicenda di Eluana per cercare di introdurre per legge il testamento biologico: è un argomento non congruo con la questione, perché il diritto di chi ha la capacità di consenso ed il diritto di chi non ha più questa capacità non l’ha più". Anche il fatto di affidare ad un tutore la volontà del paziente che non è più in grado di intendere e di volere, ribadisce Spagnolo, "non può arrivare ad annullare l’autonomia del medico, che ha il diritto di giudicare non idonei alcuni trattamenti o decisioni, anche se richiesti espressamente dal tutore stesso". Dopo lo "stop" della Regione Lombardia, l’auspicio è che "si riporti ancora una volta la vicenda all’interno del ruolo proprio della professione sanitaria, e che non vengano richieste cose che esulano dalla loro competenza. Riportare nell’attività sanitaria, e non al di fuori, vicende come queste – conclude Spagnolo – significa dare centralità alla relazione tra medico e paziente, che resta fondamentale anche quanto questi non è più in grado di intendere e di volere, anche quando la legge identifichi un tutore".