” “"Io non mi ritengo adatto e capace a rappresentare il buono. Posso, però, rappresentare tutto ciò che nella vita riesce a proiettare la speranza. Sono un ottimista, ma lo sono perché so che è l’unico modo per vincere la disperazione". Ermanno Olmi, 77 anni e una lunga carriera di regista alle spalle, si presenta così sull’Osservatore Romano di oggi, che pubblica un’intervista al grande cineasta italiano, in procinto di ricevere il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del cinema in corso a Venezia. "Così come ritengo come valori inestimabili prosegue Olmi – l’amicizia e la lealtà, perché sono quelle condizioni che mi procurano motivi di speranza". "La vita che cos’è si chiede il regista – se non l’affermazione di una speranza? Il bambino che nasce è inconsapevole, eppure in questo suo stato compie, attraverso le ragioni fisiologiche che lo aggrappano alla vita, continui atti di speranza. Un bambino non ha assolutamente l’idea della morte, ha solo l’idea della vita; poi, nel tempo, purtroppo con illusioni, sofferenze percepisce le conseguenze del male. Però l’unico modo conclude Olmi – per affrontare la disperazione, il male, la morte, tutto ciò che vediamo come difficoltà dell’esistere, è di farlo con la speranza. Anche nei momenti in cui la fede, che deve essere sempre messa alla prova del dubbio, non riesce più a fornirmi l’aiuto necessario".