Tutelare l’immagine della donna eliminando gli stereotipi creati soprattutto nella pubblicità. La raccomandazione arriva dal Parlamento europeo che, riunito a Bruxelles, ha approvato ad ampia maggioranza la relazione della parlamentare svedese Eva-Britt Svensson. Il testo, nel quale sono peraltro presenti ambigui riferimenti ai "generi" sessuali, ribadisce anzitutto l’eguaglianza sostanziale e delle opportunità fra i sessi. Rileva dunque che le discriminazioni sono tuttora diffuse nei media: per questo gli Stati membri "dovrebbero provvedere con idonei mezzi affinché il marketing e la pubblicità garantiscano il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona", "non comportino discriminazioni dirette o indirette né contengano alcun incitamento all’odio basato su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale" e "non contengano elementi che approvino, esaltino o inducano alla violenza contro le donne". I pubblicitari sono invitati a evitare il ricorso a modelle "anoressiche". I messaggi con stereotipi contro le donne devono essere eliminati a partire dalle trasmissioni tv, dai libri scolastici, da giocattoli e internet.