Perché, allora, questa reintroduzione? "Non sono un indovino risponde Scurati -, tuttavia oggi vi sono delle posizioni – che tento di capire che tendono ad un ritorno al passato: il voto di condotta, il grembiulino, il maestro unico…. Quest’ultima richiesta potrebbe voler rispondere al bisogno profondo di una figura quasi ‘genitoriale’ di riferimento per tanti bambini che purtroppo oggi arrivano a scuola ‘sgangherati’ affettivamente…". Per il pedagogista rimane tuttavia essenziale ai fini di una "autentica pluralità collegiale dei docenti" la formazione delle persone: "Sono caduti tutti i progetti di aggiornamento e di formazione in servizio, che erano in buona parte connessi alla maturazione di queste capacità, ma vanno ripresi alla radice, a partire dall’università: l’insegnante non si forma per accumulo di nozioni, ma per strutturazione progressiva di esperienze". Quanto al voto di condotta, "non lo avrei mai tolto afferma -, la condotta, o meglio il comportamento, è un aspetto significativo dell’esperienza scolastica e come tale è giusto che venga valutato e inserito nel giudizio finale sull’alunno. Rilanciarlo è un segnale forte, dopo anni in cui c’è probabilmente stato un eccesso di buonistico ottimismo i cui risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti".