L’incontro di questi giovani con le "memorie vive" dei martiri prosegue mons. Gnavi che è stato anche segretario della Commissione giubilare per i testimoni della fede nel XX secolo "infonderà loro coraggio e li aprirà ad una visione carica di speranza. I giovani avvertono nella loro stessa esistenza una domanda di futuro migliore, segnato dalla Buona Notizia del Vangelo, soprattutto se vivono in situazioni di minoranza o di convivenza e coabitazione non priva di tensioni. C’è in generale una sete di futuro nei giovani che ha bisogno di essere segnata dalla fiducia della Resurrezione, la stessa fiducia che ha segnato la fede dei tanti martiri contemporanei. In fondo, recandosi a San Bartolomeo, questi giovani raccolgono l’invito che Benedetto XVI rivolse ai presenti proprio in quel luogo, di essere cioè fedeli alla testimonianza di questi martiri del nostro secolo".