TOSCANA
Un nuovo modello per la sanità territoriale. 54 strutture per un costo di 8 milioni di euro
La regione Toscana ha stanziato oltre 8 milioni di euro per dare il via al progetto di 54 Case della salute su tutto il territorio regionale. I fondi previsti saranno distribuiti tra le 12 Aziende sanitarie toscane in due tranche: il 75% al momento della comunicazione di avvio degli interventi previsti e il 25% a realizzazione avvenuta. Tra i vari interventi, alcuni saranno di riconversione e riorganizzazione di strutture ospedaliere già esistenti, come succederà per alcuni piccoli centri ospedalieri, tra i quali Barga-Castelnuovo Garfagnana, San Marcello, Volterra, Portoferraio, Abbadia San Salvatore, Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano, Castel del Piano. La Casa della salute rappresenta un nuovo modello per la sanità territoriale. Attraverso la sua realizzazione i cittadini potranno disporre di un presidio medico specializzato e organizzato per la presa in carico della domanda di salute e di cura e, quindi, per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria.Buone intenzioni da mantenere. “La creazione da parte della regione Toscana delle cosiddette Case della salute, ossia la moderna evoluzione del Distretto socio-sanitario e delle ormai superate Società della salute – dice Fausto Vannucci, direttore dell’Ufficio per la pastorale del lavoro della diocesi di Massa – non può che incontrare il nostro favore, a patto però che l’attuazione dei singoli progetti per la realizzazione di queste strutture mantenga ciò che le intenzioni del legislatore regionale garantiscono sulla carta”. Già da diversi anni, chiarisce, “i modelli assistenziali di presa in carico del bisogno di salute dei cittadini si stanno concentrando verso la riduzione dei tempi di ospedalizzazione, in favore di una maggiore attenzione verso la prevenzione e la cura delle malattie croniche: le Case della salute dovrebbero rendere più agevole e funzionale il rapporto fra i cittadini e i medici di base che, consorziandosi fra loro e con la Asl, assicureranno un’assistenza più continuativa e, si auspica, più proficua in termini di salute”. Tutto ciò avverrà “se le risorse messe a disposizione delle singole Asl saranno sufficienti a sviluppare progetti di cui i cittadini, soprattutto quelli che vivono nei territori più disagiati, hanno davvero bisogno. Sempre considerando che si stanno nel contempo riducendo e riorganizzando i posti letto disponibili negli ospedali e nelle Rsa a causa delle necessità di bilancio”. Insomma, “dal buon funzionamento delle Case della salute potrà dipendere non solo la buona salute degli utenti ma anche la buona organizzazione del servizio sanitario nel suo complesso”.Un punto di riferimento. Per Francesco Rossi, presidente provinciale delle Acli Siena, “le Case della salute in Toscana potranno essere un luogo dove si potrà sperimentare la vera integrazione tra ospedale e territorio e snellire le liste d’attesa degli esami diagnostici e strumentali”. Allo stesso tempo, aggiunge, “le Case della salute dovrebbero essere luogo d’integrazione anche delle competenze sociali e sanitarie pubbliche, private e del no profit”. “La Casa della salute è un insieme di attività organizzate in aree specifiche d’intervento, profondamente integrate fra loro in cui si realizza la presa in carico del cittadino per tutte le attività socio-sanitarie che lo riguardano”, ricorda padre Renato Ghilardi, incaricato per la pastorale della salute della diocesi di Firenze. “Perciò, all’interno dell’avviata riorganizzazione del Servizio sanitario regionale toscano, l’istituzione delle Case della salute rappresenta un momento di grande importanza e di rilevante novità per la sanità territoriale. Tenuto conto dell’avanzato processo di deospedalizzazione, le Case della salute, rafforzando i servizi sanitari e sociali territoriali, possono essere per il cittadino bisognoso un punto di riferimento facilmente accessibile”.a cura di Maria Cristina Famiglietti(07 giugno 2013)