TOSCANA
Una nuova legge per sostenere le imprese d’informazione operanti a livello locale
La regione Toscana ha approvato una nuova legge che ha come obiettivo quello di sostenere le imprese d’informazione toscane operanti a livello locale, tramite misure di sostegno concrete che tutelino i lavoratori, in base al contratto nazionale dei giornalisti, con l’obbligo di svolgere almeno il 70% del lavoro giornalistico all’interno del territorio regionale. Le imprese cui verranno destinati gli interventi di sostegno sono le emittenti televisive e radiofoniche, in digitale terrestre e quelle che trasmettono via web, i quotidiani cartacei e on line, le agenzie di stampa. Le imprese interessate che potranno godere di queste agevolazioni devono però possedere particolari requisiti, come garantire una copertura sul territorio e avere un numero di giornalisti professionisti assunti a tempo indeterminato con regolarità di pagamento dei contributi previdenziali.Pluralismo dell’informazione. La finalità della legge è promuovere il diritto al pluralismo dell’informazione, con un sostegno orientato allo sviluppo delle imprese nel settore. Obiettivi concreti, dunque: tutela del lavoro e della qualità dei giornalisti professionisti che operano nelle aziende oggetto dell’azione beneficiaria, formazione dei professionisti e una particolare attenzione all’innovazione tecnologica.Qualità e indipendenza. “Contribuire a innalzare la qualità e l’indipendenza dell’informazione e della comunicazione è un’esigenza e un dovere di tutti. Soprattutto in una fase che vede il continuo chiudersi di testate giornalistiche locali”, osserva don Giovanni Momigli, responsabile della pastorale per il lavoro dell’arcidiocesi di Firenze. “La nuova legge regionale – aggiunge il sacerdote – si tradurrà in un effettivo contributo al pluralismo in un settore delicato della vita civile e democratica, se le misure di sostegno alle imprese saranno davvero gestite, senza favoritismi, ma per aiutare lo sviluppo di una molteplicità d’imprese del settore”.Preoccupazione ed equità. Don Armando Volpi, direttore dell’Ufficio diocesano per la cultura e la nuova evangelizzazione di Volterra, sottolinea: “Conosciamo e condividiamo le preoccupazioni delle testate regionali. Il nostro settimanale diocesano è legato a Toscana Oggi da cui dipende totalmente, anche nella direzione; penso che a livello regionale svolga un lavoro capillare d’informazione su tutto il territorio. Mi auguro, pertanto, che, tra i beneficiari dei fondi, ci sia anche il nostro settimanale poiché non si dice come questi fondi saranno distribuiti”.Tutela del lavoro. Secondo Fausto Vannucci, direttore dell’Ufficio di pastorale del lavoro della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, “la legge regionale si pone a tutela delle imprese che operano nel settore dell’informazione locale per garantirne il pluralismo”. “Mi sembra positivo incentivare le piccole realtà locali – prosegue Vannucci -, penso, ad esempio, alle emittenti che faticano a chiudere i bilanci, e dare una scossa al mercato del lavoro. Poi, nel dettaglio, bisogna vedere quanto sarà realmente utile dal momento che i profili di compatibilità per accedere ai fondi mi sembrano molto esigenti e non sempre all’altezza delle piccole realtà che vorrebbero tutelare”. Di qui l’auspicio che “la legge regionale, debitamente emendata, possa integrare anche i periodici”. Per Mauro Banchini, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Pistoia, “a una prima lettura, e ancora in attesa del testo definitivo, il giudizio non può essere che positivo”. Si dovranno, poi, attendere i concreti stanziamenti per una valutazione più puntuale. Sono, comunque, apprezzabili “la tutela del lavoro e il sostegno all’innovazione organizzativa e tecnologica”. a cura di Maria Cristina Famiglietti(15 luglio 2013)