TOSCANA
Misure per il sostegno finanziario di nuclei e lavoratori
“Interventi di sostegno finanziario in favore delle famiglie e dei lavoratori in difficoltà, per la coesione e il contrasto al disagio sociale”: sono previsti dalla legge regionale n. 45 della Toscana. La sperimentazione riguarderà il triennio 2013-2015 con un fondo regionale di 1,5 milioni di euro che servirà a stanziare mutui per nuclei familiari in gravissime condizioni economiche. La collaborazione sarà tra Regione e Fondazione Toscana per la prevenzione usura onlus. La Fondazione darà una garanzia pari al 25% dell’importo del mutuo concesso dalla banca fino a un tetto massimo di 50mila euro. A questo si aggiungerà un’ulteriore garanzia del 50%, utilizzando il fondo statale (che ammonta a 11 milioni di euro) già previsto dalla legge 108 del 1996. In questo modo verrà data la possibilità a molte famiglie di accendere un mutuo, facilitandole nell’accesso al credito e permettendo una migliore qualità di vita all’interno della Regione. Il valore di questo intervento, inoltre, assume una valenza tutta particolare se lo si colloca all’interno del Pacchetto Famiglia con il quale la regione Toscana ha varato una serie di misure a favore delle famiglie numerose o con presenza di figli disabili, il bonus bebè per i nuovi nati e l’intervento per i lavoratori in particolari condizioni e varie forme di micro-credito.Parere positivo. “Oggi – sottolinea Fausto Vannucci, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale del lavoro della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli – il ritratto della povertà è mutato rispetto al passato, anche recente. Tutto ciò impone la realizzazione di un welfare orientato sia verso chi vive in condizioni di notevole marginalità, sia verso coloro che sono nel pericolo di cadervi”. “A me – prosegue – pare che questo sia il motivo ispiratore della legge 45/2013 della regione Toscana indirizzata ai cittadini, ai lavoratori e alle famiglie in difficoltà. Lo stesso coinvolgimento della Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura risponde a questa logica, verso la quale non si può non esprimere un parere decisamente positivo”.La famiglia al centro. Anche don Giovanni Momigli, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro di Firenze, giudica favorevolmente “l’intervento della Regione”. “È sicuramente una misura importante – osserva – che tiene conto dell’attuale situazione di crisi e della condizione di difficoltà non solo economica nella quale si trovano molte famiglie”. Secondo don Momigli, “questo pacchetto, di cui la questione dei mutui fa parte, rappresenta non solo un importante intervento, ma anche una novità, perché in un certo senso pone la centralità della famiglia nelle scelte politiche e di governo”. Per il sacerdote, infatti, “la famiglia è generativa di bene comune e di fatto non si può concretamente lavorare per il bene comune senza porre al centro la famiglia. Il Progetto Famiglia della regione Toscana, va quindi sostenuto con forza, anche collaborando per una gestione diffusa ed efficace”. Infine, dichiara don Momigli, “le misure varate dalla Regione rappresentano un serio interrogativo su come l’intera società toscana si rapporta con la famiglia, nelle scelte di priorità che ogni soggetto è chiamato a compiere nello svolgimento della propria mission. In questo, il mondo cattolico non può non trovarsi in prima fila”.a cura di Maria Cristina Famiglietti(5 novembre 2013)