UMBRIA

Persone con pari dignità

Territorio e immigrati: nessun Comune ha finora previsto forme di partecipazione al voto amministrativo

Diritti e doveri. “Non mi fermo alla questione del voto sì o voto no sulla quale mi pare si faccia molta propaganda. Per me sono persone con pari dignità, che hanno diritti e doveri e così dobbiamo accoglierle”. Mons. Luigi Filippucci, delegato regionale Migrantes, per molti anni direttore della Caritas della diocesi di Foligno e delegato regionale Caritas, è abituato ad essere molto concreto perché molto concrete sono le questioni che gli pongono gli immigrati.La partecipazione al voto amministrativo sarà pure importante, ma resta in secondo piano nei centri di ascolto delle Caritas umbre dove gli immigrati cercano aiuto per sopravvivere in questo paese. E la sopravvivenza non sta solo in un letto o un pasto caldo.Il problema vero sono le “carte”: permesso e carta di soggiorno, contratto di lavoro regolare. “Con gli immigrati siamo fermi all’assistenzialismo – continua mons. Filippucci – ma dobbiamo renderci conto che sono persone produttive che portano un contributo alla nostra società. Per questo vorrei che si entrasse più nell’ottica della loro valorizzazione. Quindi, per prima cosa dobbiamo rispondere alla domanda se sono persone o non lo sono. Il resto, leggi e diritto di voto, verrà”.Punta dell’iceberg. L’avvocato Giorgio Pallucco offre la sua opera nella Caritas diocesana di Spoleto–Norcia per assistere gli immigrati alle prese con le leggi italiane. Considera il diritto al voto una meta da raggiungere non tanto in se stessa, ma come punta di quell’iceberg rappresentato dalle leggi che regolano il soggiorno degli immigrati sul territorio italiano. Che vanno tutte riviste, afferma, a cominciare “dalla legge Fini che mette in difficoltà gli immigrati regolari ponendoli facilmente nella condizione di tornare nella irregolarità legando il permesso di soggiorno alla continuità del contratto di lavoro e portando a sei anni il tempo necessario per avere la carta di soggiorno (valida a tempo indeterminato)”.”Occorre ripensare le politiche dell’immigrazione – dichiara – considerando gli immigrati non più sotto l’ottica dell’ordine pubblico ma in quella dell’integrazione”. Il che significa rivedere le leggi per la concessione della cittadinanza italiana per ottenere la quale oggi occorrono dieci anni e per i bambini che nascono in Italia è riconosciuta solo ai diciotto anni, e significa anche trasferire la gestione dei permessi di soggiorno ai comuni e non alle questure, che tra l’altro non riescono più a gestire il carico di lavoro”.”Mi pare assurdo – commenta Pallucco – che per decidere sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori può votare in Italia il figlio dell’emigrante umbro in Argentina che non lavora in Italia né ci ha mai messo piede, mentre non può votare il cittadino straniero che da quindici anni lavora in Italia”.————————————————————————————–SchedaIn Umbria nessun comune ha finora previsto forme di partecipazione degli immigrati al voto amministrativo. Ne sta discutendo il Consiglio comunale di Perugia con la formula del “consigliere aggiunto” mentre il comune di Umbertide ha istituito la Consulta comunale dell’immigrazione della quale fanno parte 5 immigrati eletti da 400 extracomunitari regolarmente soggiornanti da almeno 5 anni.”Il loro lavoro è prezioso – dice l’assessore comunale Francesco Piobbichi – in particolare nella progettazione dei servizi del territorio. Ad Umbertide su 15mila abitanti abbiamo 1.350 immigrati regolari, più gli irregolari”. I gruppi più numerosi nel comune umbro che ha conosciuto una forte presenza di lavoratori stagionali per la coltivazione del tabacco, sono gli albanesi e gli immigrati di lingua araba.La loro presenza si è stabilizzata ed in questi ultimi anni è in aumento l’immigrazione femminile dai paesi dell’Est legata alla richiesta di badanti. Gli immigrati sono presenti in alcune consulte comunali e regionale sulla base della rappresentanza delle associazioni di appartenenza.Si tratta di esperienze sulle quali è generale un giudizio non positivo per problemi legati alla rappresentatività delle associazioni stesse. Dal punto di vista numerico, su una popolazione di circa 850mila abitanti gli stranieri regolarmente soggiornanti sono 53.385 (il 6,6%) (stime del Dossier Caritas 2005, dati relativi al 2004). E’ una presenza che tende a stabilizzarsi come mostrano i dati relativi ai minori presenti in Umbria per ricongiungimenti familiari o per nascita.Nell’anno scolastico 2004 – 2005 era straniero il 7,23 degli studenti delle scuole umbre (dall’infanzia alla secondaria): si tratta di 7.628 alunni (quasi la metà del totale del centro Italia) di 109 nazionalità. Le provenienze: 61,4% Europa, 19,4 Africa, 10,6 America; 8,4 Asia. La religione di appartenenza: cristiani 50% (di cui 22,6 cattolici, 26,1 ortodossi, 4,4 protestanti); musulmani 33,1%.(20 gennaio 2006)