VALLE D'AOSTA
Territorio e immigrati: la questione del voto è passata un po’ in secondo piano
Un profondo cambiamento. Il fenomeno dell’immigrazione in Valle d’Aosta, rispetto al resto della penisola italiana, è recente. “I dati riguardanti i soggiornanti spiega Vitaliano Vitali, capo del servizio affari di prefettura della presidenza della regione – dimostrano che in questi ultimi dieci anni il fenomeno ha subito un profondo cambiamento. All’inizio degli anni Novanta si registrava un flusso migratorio caratterizzato da una presenza prettamente maschile in cerca di occupazione, che esprimeva bisogni di tipo prevalentemente assistenziale.Dalla seconda metà degli anni Novanta, in seguito a trasformazioni sociali, politiche, economiche e culturali, è iniziato a intensificarsi anche l’arrivo di donne, adolescenti e bambini che hanno ricomposto intere famiglie e sviluppato una forte tendenza alla permanenza. Inoltre, fino alla metà degli anni Novanta vi erano soprattutto lavoratori stagionali, ora la maggior parte di loro sono immigrati di lungo periodo”.Per gli immigrati extracomunitari vi è un centro comunale ad hoc; Ivan Rollandin, un operatore sociale che vi lavora da tempo, dice: “Sarebbe corretto dare loro il diritto di voto, anche perché così si sentirebbero meno diversi dai valdostani, aumenterebbe il loro senso di appartenenza e potrebbe diminuire il loro disagio. Noto che i media danno molta enfasi a tale questione, ma non vorrei che togliesse l’attenzione dal problema della loro integrazione. Il voto sarebbe un passaggio importante per avvicinare lo straniero alla realtà del luogo dove sta vivendo, anche se per queste persone, quello del voto non è il problema principale. Le loro difficoltà sono il lavoro e la casa”. I problemi della casa e del lavoro. Le parole di don Aldo Armellin, responsabile della Caritas diocesana, sono molto simili: “Sarebbe giusto che queste persone potessero esprimere le preferenze alle votazioni amministrative. Questi extracomunitari pagano le tasse, molti vivono qui da anni, alcuni sono ben integrati. Si potrebbe iniziare a pensare al consigliere aggiunto per conoscere la loro voce e i loro problemi. Bisogna, comunque, sottolineare che in questa Regione vi è una buona collaborazione tra l’amministrazione pubblica e le associazioni di volontariato che si occupano di queste persone. I loro principali problemi rimangono tuttavia il lavoro e la casa, dato che questa è una regione ricca e gli affitti sono particolarmente onerosi”.Il consiglio territoriale per l’immigrazione della regione Valle d’Aosta è un organo previsto dal testo unico in materia di immigrazione, obbligatorio in tutte le regioni. Ha la funzione di monitorare il fenomeno, per analizzare le esigenze e promuovere gli interventi da attuare a livello regionale a favore degli immigrati. Di questo organo fanno parte una trentina di persone ed è presieduto dal presidente della regione Luciano Caveri, in qualità di prefetto.Giusto il sistema francese. “È il governo nazionale che deve agire per darci il voto – sostiene Rachid Tarhia, il presidente dell’AMAV (Associazione Maghreb araba valdostana) – la colpa non è della Valle. Non è giusto perché noi paghiamo qui le tasse, quindi contribuiamo alla ricchezza della regione. Io sono in questa regione dal 1988, ma prima ero stato a Parigi e poi a Torino e sono riuscito ad ottenere la cittadinanza nel 1995.Durante le amministrative del maggio scorso mi sono candidato in una lista civica, mi è sembrato anche un modo per aiutare i miei connazionali. Ritengo sia più corretto il sistema francese, perché vota chi ha il permesso di soggiorno, mentre qui ci vuole tanto tempo per ottenere la cittadinanza. Prossimamente presenterò la questione al consiglio territoriale”. La situazione valdostana è particolare, in quanto il fenomeno degli immigrati stanziali è recente, inoltre è un periodo di instabilità politica (dal 2002 la Valle è stata governata da 4 presidenti differenti dello stesso partito) e forse anche per questa ragione la questione del voto è passata un po’ in secondo piano.————————————————————————————–SchedaNell’ultimo decennio gli extracomunitari in Valle d’Aosta sono decisamente aumentati. I soggiornanti, secondo i dati forniti dall’Osservatorio epidemiologico dell’assessorato Sanità, salute e politiche sociali e di “La Valle d’Aosta in cifre” dell’Osservatorio Economico e del Mercato del Lavoro sono passati dai 770 del 1983 ai 3.117 del 2003, che corrispondeva al 2,6% della popolazione residente nella regione.Nel 2005 i soggiornanti, secondo i dati dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Aosta gli immigrati soggiornanti sono 5.430, pari al 4,5% della popolazione valdostana. Attualmente, il gruppo etnico più numeroso è quello dei marocchini (1886) seguito dagli albanesi (718), dai rumeni (607) e dai tunisini (438).A questi si devono aggiungere i lavoratori stagionali, che spesso sono impiegati nell’edilizia e nell’agricoltura e che alternano la loro presenza in Italia, con periodi nei paesi di provenienza.Nel 2004 il 12% dei nati è figlio di extracomunitari, mentre nel 2000 erano il 6% del totale. Nessuno si è pronunciato sulla possibilità di dare il voto agli immigrati e nessun comune ha il consigliere immigrato aggiunto.Dal primo settembre 2005 è stato costituito il consiglio territoriale per l’immigrazione della regione Valle d’Aosta.(20 gennaio 2006)