VALLE D'AOSTA
Famiglia e territorio: il protagonismo familiare e i gruppi di auto-aiuto sono una sfida da vincere
Situazione particolare. “Siamo in un periodo complicato dal punto di vista politico – osserva Roberto De Vecchi, presidente del Forum delle famiglie della Valle d’Aosta – e già da anni l’assistenzialismo è ideato non solo per le famiglie, ma per tutti, anche per le coppie”. In effetti, si sta attraversando un periodo di “crisi politica”: nel maggio del 2003 ci sono state le elezioni regionali ed un partito locale, l’Union Valdôtaine, ha ottenuto la maggioranza assoluta, ma nel giugno 2005 il presidente della Regione è stato sfiduciato.Cambiati alcuni componenti della giunta e il presidente, i lavori sono ripresi dal 4 luglio 2005. Ma proprio a metà dello scorso febbraio c’è stata un nuova crisi, risolta cambiando le alleanze politiche e sostituendo un componente della giunta. In Valle d’Aosta c’è poco spazio, quindi, per dibattiti su questioni come i pacs, mentre esiste la legge 44 del 27 maggio 1998, “Iniziative a favore della famiglia”, che aiuta anche le coppie. Per famiglie “comunque” formate. Il Forum delle famiglie ha sempre seguito attivamente la politica familiare della Regione valdostana e oggi è un interlocutore privilegiato dell’assessorato regionale alla Sanità, salute e politiche sociali. De Vecchi chiarisce: “Questa legge della Valle d’Aosta ha un chiaro impianto assistenzialista.Il primo comma dell’art. 1 recita: la Regione autonoma Valle d’Aosta riconosce i diritti e il ruolo della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, con riferimento ai principi della Costituzione, ai principi della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e ai principi della Convenzione sui diritti del fanciullo, mentre nel secondo comma si legge: la Regione, ai fini dell’applicazione della presente legge, riconosce, inoltre, come formazione sociale primaria e soggetto di fondamentale interesse pubblico la famiglia comunque formata, fondata su legami socialmente assunti di convivenza anagrafica, di solidarietà, di mutuo aiuto, di responsabilità nella cura delle persone che la compongono e nell’educazione”. È evidente per De Vecchi, che “questa legge è già a favore delle coppie, non solo delle famiglie fondate sul matrimonio”.Principi di sussidiarietà. Nel 2004 vi è stata la seconda conferenza regionale della famiglia dal titolo “La famiglia risorsa indispensabile della società”. “In questa occasione continua De Vecchi – si è cercato di orientare i partecipanti alla conferenza verso una nuova distinzione.Questa volta non si è parlato solo di forme di assistenza alle famiglie in difficoltà (come peraltro necessario nell’ambito di una politica assistenziale), ma soprattutto a livello più ampio e generale di supporto alla famiglia in quanto tale, per aiutarla ad adempiere al suo fondamentale ruolo di cellula della società civile, dove la persona nasce cresce e viene educata alla condivisione dei valori all’appartenenza alla comunità”. Ora, chiarisce De Vecchi, “ci si riferisce al principio di sussidiarietà e, per farlo, occorre riconoscere alla famiglia un ruolo sociale da protagonista del proprio sviluppo.A differenza di una politica meramente assistenziale, una politica regionale di promozione della famiglia deve tendere a realizzare una serie di azioni per riconoscere, sostenere, promuovere e favorire, aiutare concretamente la famiglia, senza sostituirsi in nome dell’aiuto dato”. “Aiutare la famiglia ad essere protagonista del proprio sviluppo sociale conclude De Vecchi – è insieme un servizio e un vantaggio della comunità intera. Per questo, il protagonismo familiare e i gruppi di auto aiuto sono una sfida da vincere”.————————————————————————————–SchedaAd Aosta il Consiglio comunale ha approvato il 22 febbraio 2006 con voto a larga maggioranza (25 voti favorevoli, 4 astenuti e uno contrario) la mozione relativa al riconoscimento delle unioni civili con i criteri dei pacs.Il voto è giunto al termine di un lungo dibattito sviluppato in due giornate. Il Consiglio comunale di Aosta sollecita il Parlamento italiano a discutere una legge sulle unioni civili che mantenga la sostanza dei pacs francesi.(10 marzo 2006)