VALLE D'AOSTA

Traguardo e partenza

Persone svantaggiate: un progetto avviato da alcuni mesi

“Promuovere lo sviluppo delle politiche d’integrazione socio-lavorativa delle persone svantaggiate” (disabili fisici, psichici mentali e sensoriali; detenuti, ex detenuti e persone in esecuzione penale esterna; tossicodipendenti ed ex-tossicodipendenti; extracomunitari in difficoltà nei processi di integrazione socio-lavorativa; nomadi; alcolisti ed ex-alcolisti; persone in difficoltà nei processi di integrazione socio–lavorativa e in quanto tali in carico ai servizi socio sanitari competenti) è l’obiettivo dell’accordo firmato tra l’amministrazione regionale della Valle d’Aosta, “Equal intesa”, promotore del progetto, il mondo del volontariato e della cooperazione sociale, delle organizzazioni sindacali e di categoria, degli enti e degli organismi di formazione.Inoltre, la commissione della Comunità europea ha promosso, tramite l’iniziativa comunitaria “Equal”, la costituzione, a livello locale, di partenariati strategici, orientati all’innovazione degli strumenti atti a combattere tutte le forme di disuguaglianza nel contesto del mercato del lavoro.La sottoscrizione del documento è avvenuta, lo scorso dicembre, nell’ambito del seminario “Fare sistema, costruire reti e sviluppare processi, sfide e opportunità per lo sviluppo delle politiche d’integrazione socio-lavorativa delle persone svantaggiate”. A tre mesi dalla firma, facciamo il punto sull’accordo, che ha una durata di tre anni, con l’aiuto di esperti.”Quest’accordo – commenta Silvia Squarzino della Caritas – è il frutto di un percorso di studio condotto dai soggetti pubblici e privati maggiormente coinvolti: Agenzia del lavoro, assessorato alla Sanità, Enaip (Ente nazionale Acli istruzione professionale) e noi del progetto formazione Caritas. È il risultato di un processo europeo che ha coinvolto il programma di iniziativa comunitaria “Equal” ed è l’espressione dell’impegno di tutti gli enti e le istituzioni interessate a esprimere la solidarietà nei confronti di queste persone, riconoscendo il loro diritto al lavoro”.Sostanzialmente, aggiunge Squarzino, “con quest’accordo si sono volute definire alcune linee comuni per gli interventi a favore delle persone svantaggiate. La Caritas è coinvolta in quanto si occupa spesso dei problemi degli extracomunitari e dei poveri estremi”. In effetti, la Regione Valle d’Aosta, nell’ambito delle strategie europee per l’occupazione, sostiene lo sviluppo di nuove forme di integrazione socio-lavorativa delle persone che si trovano in difficoltà.Daniela Armani, direttrice dell’Enaip, chiarisce: “La firma di quest’accordo è il traguardo di un processo, ma anche il punto di partenza per sviluppare progetti occupazionali, che pongano al centro della loro attività l’attenzione verso le persone svantaggiate. L’intento di questa firma è quella di costruire gradualmente una rete integrata tra gli attori locali interessati a orientare qualitativamente gli interventi e accrescere l’efficienza e l’efficacia delle soluzioni adottate.L’ente è tra i promotori in quanto si occupa degli stranieri, dei detenuti e degli ex detenuti del carcere di Aosta e intende sia sensibilizzare il mondo del lavoro sia migliorare la qualità della vita di queste persone, accompagnandoli alla professione grazie a tirocini e progetti individuali”.I promotori sono convinti che le politiche del lavoro e della formazione volte all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati si debbano legare strettamente alle politiche sociali e basarsi il più possibile sulla costruzione di reti di soggetti a diverso titolo implicati (enti locali, parti sociali e organismi della cooperazione), dando vita a forme di programmazione negoziata che consentano di coniugare le esigenze dell’utenza con le opportunità di sviluppo economico e occupazionale.Marzia Vigliaroni della cooperativa sociale “La svolta”, il cui presidente è don Eliseo Gerbaz, osserva: “Noi ci occupiamo del recupero di tossicodipendenti: si tratta di un percorso lungo e faticoso. Spesso questi giovani, una volta superati i loro problemi, hanno difficoltà a trovare un’occupazione, anche perché alcuni hanno precedenti penali. Solo collaborando tutti insieme e sensibilizzando i valdostani possiamo migliorare la qualità della vita di queste persone”.Ci si è resi conto, infatti, che la modernizzazione dei modelli di sviluppo ha generato o accentuato fenomeni di disuguaglianza. Fattori come l’età, il sesso, il livello di istruzione e come la presenza di uno stato di svantaggio sociale, inadeguatezza delle competenze professionali, sono per molte persone un ostacolo difficile da superare.Le esperienze condotte negli anni recenti hanno messo in evidenza come il successo delle politiche di sostegno all’occupazione dipenda strettamente dall’attenzione per quei fattori (interistituzionali, organizzativi professionali e relazionali) che consentono di mettere in campo strategie comuni fra i soggetti che operano in questo settore.a cura di Paola Fumagalli(07 aprile 2006)