VALLE D'AOSTA

Politiche non calate dall’alto

Garante dell’infanzia e dell’adolescenza: la situazione in Regione

In Valle d’Aosta non è stata istituita la figura del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; è l’assessorato alle politiche sociali e alla sanità che tutela i minorenni, proponendo leggi che garantiscano i loro diritti e favorendo la loro crescita in un contesto armonioso. Una popolazione così poco numerosa e un’ampia disponibilità di risorse economiche, abbinata a un’attenzione alle problematiche minorili, permettono la promozione di politiche attente e difficilmente realizzabili in altre regioni italiane. Emerge che i casi di disagio sono molto limitati e sono pochissimi i minori che subiscono.I diversi progetti promossi a favore dei minori sono dislocati sull’intero territorio regionale e sono realizzati in collaborazione con cooperative, Comuni, Comunità montane, scuole e forze dell’ordine. La Regione intende operare anche verso quei minori che non si trovano in situazioni di disagio. Per questo è stato istituito un gruppo di lavoro composto da una trentina di persone, che operano con i giovani dai 14 ai 29 anni e che stanno studiando le politiche adatte a rispondere alle esigenze dei ragazzi (come previsto dal decreto regionale 36-38 del 3 novembre 2005).I bisogni di tutti. “Il gruppo di lavoro dovrà suggerire degli indirizzi per promuovere politiche non calate dall’alto” spiega Sabrina Biscaro, responsabile del progetto. Di questo gruppo fa parte anche don Fabio Bredy, responsabile degli oratori, e Sabina Vuillermoz, rappresentante delle associazioni (Azione cattolica, Agesci, Acli e Arci). Biscaro aggiunge: “Per la prima volta stiamo analizzando i bisogni di tutti. Inizialmente abbiamo cercato di conoscere i giovani attraverso la consultazione di tutti i documenti già esistenti. Poi abbiamo inviato ai comuni e alle comunità montane un questionario per conoscere le risorse e le opportunità offerte. A breve dovremmo dare i primi risultati di questa fotografia su questo mondo”.Per chi è in difficoltà. Per i minori in difficoltà esistono svariate politiche. Ad Aosta vi sono due comunità per minori: sono strutture residenziali o semiresidenziali, con funzioni prevalentemente socio-assistenziali e educative, integrative o sostitutive della famiglia. La prima comunità accoglie al massimo 8 minori tra gli 0 e i 12 anni e la seconda è delle stesse dimensioni, ma è per la fascia di età dai 13 ai 18. Per ogni minore accolto il servizio socio sanitario redige un itinerario educativo. Mariagrazia Fois, assistente sociale dell’ufficio minori, dice: “I casi seguiti nel 2005 sono stati rispettivamente 9 per la prima fascia d’età e11 per la seconda, la struttura è quasi sempre al completo. Spesso questi giovani, quando ritornano in famiglia, ritrovano le stesse problematiche. Per questo vorremmo ideare altre politiche per i minori di 23 anni”.Arcolaio è il servizio di prima accoglienza per donne sole con figli minori, finanziato dalla legge 285/97 e dal Fse (Fondo sociale europeo). La struttura è aperta dal marzo 2004: accoglie due mamme con i loro figli e un posto è riservato alle emergenze. “Arcolaio – precisa Fois – è per le donne che subiscono maltrattamenti. Grazie a questo progetto queste donne vengono seguite e rese autonome in poco tempo. Nonostante le piccole dimensioni non si sono mai create liste d’attesa”.Il ruolo dell’oratorio. L’assistenza domiciliare educativa è un servizio a favore del minore fino ai 15 anni e della sua famiglia, in presenza di un disagio non grave. L’aiuto avviene attraverso un’organizzazione di servizi sociali che intendono evitare il rischio di emarginazione del minore. “Si interviene – dice Maria Teresa Barberis, referente regionale del servizio – soprattutto a scopo preventivo. Nel 2005 sono stati 97 i minori seguiti, in alcuni periodi dell’anno si formano delle liste di attesa”. Alcuni di questi giovani vengono accompagnati all’oratorio. Don Fabio Bredy, responsabile degli oratori e della pastorale giovanile spiega: “Da qualche anno gli oratori sono una risorsa nel territorio diocesano. È un ambiente protetto, e per questo alcuni educatori accompagnano minori in situazioni di disagio. Ultimamente vengono diversi immigrati e cerchiamo di agevolare il loro inserimento”.Nel 2004 è iniziato il progetto “Polizia nella scuola, studenti per la strada” finanziato dal programma quadro dell’Unione europea. Essendo realizzato con altri partner europei, garantisce lo scambio di informazioni e di buone prassi per prevenire l’assenteismo scolastico. Questo progetto è promosso dalla Polizia di Aosta e dalla Regione. Questi progetti sono regolati dal piano regionale per la salute e il benessere sociale 2006-2008 (approvato con delibera n. 13 del 20 giugno 2006). Per i progetti non presenti nel nuovo piano della salute si fa riferimento al precedente piano sanitario (legge regionale n. 18 del 4 settembre 2001). L’osservatorio regionale delle politiche sociali produce dati sulla salute e sui bisogni di assistenza dei minorenni individuando i problemi emergenti ed elementi utili alla programmazione sanitaria e assistenziale (approvato con delibera n. 1074/1999).a cura di Paola Fumagalli(10 novembre 2006)