VALLE D'AOSTA

A sostegno degli oratori

Decreto attuativo della legge regionale del 2006

È stato un successo la festa diocesana degli oratori e di fine anno catechistico di sabato 2 giugno che ha visto l’adesione di 600 giovani. La festa che segna l’inizio dell’estate ragazzi, cioè il periodo di animazione per i giovani organizzata da ogni oratorio durante le vacanze, è l’occasione per verificare l’iter della legge dal titolo: “Interventi regionali per la valorizzazione della funzione sociale e educativa svolta attraverso le attività di oratorio o attività similari” dopo che è stata pubblicata sul bollettino ufficiale regionale il 15 dicembre 2006 .Sabrina Biscaro dell’Ufficio minori e politiche giovanili della Regione autonoma Valle d’Aosta, incaricata di rendere attuativa la legge, precisa: “La norma è entrata in vigore il primo gennaio 2007 e al momento è stata redatta e approvata dalla Giunta regionale la bozza del decreto attuativo, che ora è all’esame della V commissione (che si occupa di servizi sociali, sanità, istruzione e sport). Il decreto che stabilisce i criteri per ottenere il contributo sarà approvato definitivamente entro il mese di giugno”. Biscaro precisa inoltre che “la legge e il decreto sono stati redatti dopo diverse riunioni tenute con i responsabili diocesani degli oratori, proprio per ‘non calare dall’alto’ le politiche”.Le finalità. La norma riconosce il ruolo educativo e il servizio svolto dagli oratori, considerati un aiuto per le famiglie, infatti nel primo articolo sono delineate le finalità: ” In coerenza con gli obiettivi di sostegno alla famiglia, di cui alla legge n. 44/98, la Regione riconosce e sostiene la funzione educativa, formativa, aggregativa e sociale, svolta nella comunità locale e in relazione al mondo giovanile e adolescenziale dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici nella Chiesa cattolica e dagli enti delle altre confessioni religiose, attraverso le attività di oratorio o attività similari finalizzate alla promozione, all’accompagnamento, alla crescita armonica dei minori e dei giovani che vi accedono spontaneamente, anche al fine prevenire il disagio sociale minorile e giovanile condividendo l’istanza educativa della famiglia e sostenendo la stessa in casi di condizioni socio culturali disagiate”. In aiuto delle famiglie. La legge stabilisce che il contributo per il triennio 2007/2009 è di 40.000 euro annui: i soggetti interessati per ottenere il finanziamento massimo di 5000 euro devono presentare un progetto che verrà esaminato da un’apposita commissione che dovrà valutarne l’idoneità in base ai criteri stabiliti nel decreto attuativo. Andrea Ferrari, direttore delle settore politiche sociali dell’assessorato regionale, dichiara: “La presente norma vuole essere un sostegno e un riconoscimento dell’attività volontaristica svolta da diversi anni negli oratori e nelle realtà similari, perché considerati un possibile aiuto alle famiglie nell’educazione dei ragazzi. La legge quindi è in armonia con il piano socio sanitario regionale, in quanto viene tutelato il benessere della persona, in questo caso i giovani e le loro famiglie. Consideriamo queste strutture dei luoghi privilegiati per la socializzazione e l’aggregazione, degli ambienti dove si propongono e si condividono dei valori. Infine, gli oratori hanno un valore sociale in quanto vengono accolti anche alcuni giovani con un leggero disagio”. Il direttore aggiunge inoltre che “al momento il contributo è di 40.000 euro, ma in futuro valuteremo se sono sufficienti o meno”. Incontro a tutti. Don Fabio Bredy, responsabile diocesano della Pastorale giovanile e degli oratori ha partecipato alla stesura della legge e commenta: “È importante che anche in Valle d’Aosta sia stato riconosciuto il ruolo degli oratori. Nel territorio regionale sono 15 le strutture oratoriali e gli iscritti sono 2.800, ma in realtà vi gravitano intorno molti più giovani. È chiaro però che lo stanziamento, pur essendo molto utile, non è sufficiente, perché le spese di gestione e di organizzazione sono elevate e auspico che questa cifra possa aumentare nei prossimi anni”.L’oratorio, aggiunge, “è il luogo dell’accoglienza, e negli ultimi anni si sono avvicinati a noi anche bambini e ragazzi di altre religioni, musulmani e protestanti, giovani che hanno ancora più bisogno di questa struttura per inserirsi nella nostra società. In oratorio, oltre a favorire l’incontro dei giovani con Gesù Cristo e con il Vangelo, come modello di vita pienamente realizzata, proponiamo una cultura ispirata al valore del rispetto della persona, cerchiamo di favorire il dialogo e la tolleranza e educhiamo i ragazzi ad avere coscienza delle proprie responsabilità”. Infine, conclude, “lavoriamo in sinergia con le assistenti sociali e alcuni ragazzini con problemi vengono accompagnati all’oratorio dagli educatori, proprio perché è un ambiente protetto che li aiuta a inserirsi e a superare le situazioni di disagio”.a cura di Paola Fumagalli(8 giugno 2007)