VALLE D'AOSTA
Finanziamenti agli Oratori: premiati i “progetti specifici”
Entro il 16 giugno gli Oratori valdostani devono presentare i progetti per ottenere i finanziamenti, come stabilito dalla delibera regionale del 9 maggio. Sabrina Biscaro, referente regionale per le politiche giovanili e per le politiche familiari, precisa: “Per il secondo anno consecutivo, è stata approvata la modalità di attuazione della legge regionale 15 dicembre 2006, n. 33, che riguarda gli interventi regionali per la valorizzazione della funzione sociale ed educativa svolta attraverso le attività di Oratorio o attività similari. Questa approvazione, analoga alla precedente, vuole riaffermare il riconoscimento e il sostegno che l’amministrazione regionale dà alle parrocchie e agli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica, agli enti delle altre Confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato un’intesa e agli enti senza scopo di lucro (individuati sulla base di criteri definiti dalla Giunta regionale) in merito alla funzione educativa e sociale svolta dagli stessi nelle comunità locali mediante le attività di Oratorio o attività similari. Infatti, consideriamo queste strutture dei luoghi privilegiati per la socializzazione e l’aggregazione, degli ambienti dove si propongono e si condividono dei valori”.Due tipi di finanziamento. Per il 2007 erano stati stanziati 60.000 euro per la realizzazione di 15 progetti; nel 2008 l’amministrazione regionale ha stanziato 100.000 euro per il finanziamento delle attività. Biscaro chiarisce: “Ci siamo resi conto che la cifra stanziata lo scorso anno non era sufficiente, visto l’elevato numero di progetti presentati. Un’altra novità importante di quest’anno è che abbiamo previsto due diversi tipi di finanziamento. Il primo mira alla valorizzazione della quotidianità del servizio Oratorio, quindi finanzia tutte le attività ordinarie delle strutture che favoriscono la crescita e l’educazione dei bambini e dei ragazzi che lo frequentano. Per questi progetti il contributo è al massimo di 3.000 euro”.”Il secondo tipo – continua Biscaro – prevede un contributo maggiore che arriva fino ai 5.000 euro, in quanto vuole favorire i progetti specifici dei singoli Oratori, vuole quindi premiarne la creatività, anche perché riteniamo che persino la stesura di un progetto articolato sia un’opportunità di crescita per tutti i soggetti coinvolti. Questa distinzione l’avevamo già osservata lo scorso anno proprio durante la valutazione dei progetti presentati: alcuni Oratori avevano descritto le attività che svolgono tutti i giorni, altri invece avevano presentato progetti specifici e particolari”. Luogo di accoglienza. Don Fabio Brédy, responsabile diocesano della pastorale giovanile e presidente degli Oratori valdostani, commenta: “Siamo soddisfatti dell’aumento dello stanziamento a favore degli Oratori, anche perché lo consideriamo un ulteriore riconoscimento alle attività proposte che mirano sempre all’educazione e alla crescita dei giovani. Attualmente, nel territorio regionale sono 15 le strutture oratoriali e gli iscritti sono quasi 3.000, ma in realtà vi gravitano intorno molti più giovani”. Ultimamente l’oratorio, evidenzia il sacerdote, “è diventato il luogo dell’accoglienza, infatti negli ultimi anni si sono avvicinati a noi anche bambini e ragazzi di altre religioni, musulmani e protestanti, giovani che hanno ancora più bisogno di questa struttura per inserirsi nella nostra società. In Oratorio si recano anche giovani con forme lievi di disagio. Infatti, in Oratorio cerchiamo di favorire l’incontro dei giovani con Gesù Cristo e con il Vangelo, proponiamo una cultura ispirata al valore del rispetto reciproco, favoriamo il dialogo e la tolleranza, e invitiamo i giovani a prendersi delle responsabilità”.Qualche dubbio. “Il coordinamento degli Oratori – conclude don Brédy – ha qualche perplessità sulla delibera di quest’anno. In sostanza, la modalità di attuazione della legge premia i progetti specifici ma, a mio avviso, dato che si è riconosciuto il valore educativo dell’Oratorio non ha importanza se vengono proposte attività specifiche, che magari fanno notizia, piuttosto andrebbe premiata l’attività dell’Oratorio in quanto tale, indipendentemente dalle attività particolari che vengono proposte. Del resto il testo della legge è chiaro, l’Oratorio è un luogo di accoglienza e di crescita tutti i giorni, non solo quando si propongono alcune attività straordinarie”. In effetti, la norma riconosce il ruolo educativo e il servizio svolto dagli Oratori, considerati un aiuto per le famiglie: “In coerenza con gli obiettivi di sostegno alla famiglia la Regione riconosce e sostiene la funzione educativa, formativa, aggregativa e sociale, svolta nella comunità locale e in relazione al mondo giovanile e adolescenziale dalle parrocchie, dagli enti ecclesiastici nella Chiesa cattolica e dagli enti delle altre Confessioni religiose, attraverso le attività di Oratorio o attività similari finalizzate alla promozione, all’accompagnamento, alla crescita armonica dei minori e dei giovani che vi accedono spontaneamente, anche al fine prevenire il disagio sociale minorile e giovanile condividendo l’istanza educativa della famiglia e sostenendo la stessa in casi di condizioni socio-culturali disagiate”. a cura di Paola Fumagalli(06 giugno 2008)