VALLE D'AOSTA

Sostegno ambiguo

Ai genitori separati in difficoltà

In Valle d’Aosta c’è una proposta di legge regionale "Disposizioni per il sostegno dei genitori separati in situazioni di difficoltà" che mira a riconoscere l’importanza del ruolo materno congiuntamente a quello paterno per favorire un’equilibrata crescita psicofisica dei minori nelle diverse fasi della vita anche dopo la separazione dei genitori. Come viene precisato nella relazione introduttiva alla proposta di legge si vuole favorire "il riconoscimento e la concreta realizzazione delle pari opportunità di diritti tra uomo e donna, nonché per la tutela dei minori, che devono mantenere un rapporto significativo con entrambi i genitori".Per genitori separati. Il testo della legge si compone di sei articoli; il primo prevede che la Regione promuova in collaborazione con gli enti locali "iniziative concrete di solidarietà e interventi a favore dei genitori separati residenti in Valle d’Aosta che non possono più disporre della casa familiare e si trovano in condizioni di grave difficoltà economica e sociale”. E sempre nella relazione si precisa che "la proposta di legge vuole rappresentare un intervento concreto per le famiglie che vivono il dramma della separazione, soprattutto in un periodo di crisi". In pratica, la legge propone anche la creazione di Centri di assistenza e mediazione familiare al fine di fornire un sostegno alla coppia, nella fase della separazione, per raggiungere un accordo sulle modalità di realizzazione dell’affidamento condiviso; l’istituzione di un fondo di solidarietà a favore dei genitori separati che non dispongono più della casa familiare, infine stabilisce la dotazione finanziaria pari a 50.000 euro per il 2010 e di 100.000 a partire dal 2011.Solo assistenzialismo. Dura la critica del Forum regionale delle associazioni familiari. Il presidente Roberto De Vecchi dichiara: "La proposta di legge è un tipico esempio di provvedimento assistenziale previsto per alcuni casi di reale disagio, formulato a prescindere da ogni valutazione di merito su quanto accade. È evidente che ci siano coniugi separati che si trovano in difficoltà perché le spese raddoppiano, e con questo intervento si chiede alla comunità di farsene carico. Ma dobbiamo chiederci se questo sia corretto. È giusto prescindere dall’accertamento di un minimo di responsabilità? È giusto trattare allo stesso modo il coniuge che volontariamente abbandona la famiglia e quello che viene abbandonato? È bene per la comunità aiutare e facilitare le separazioni anziché aiutare le giovani coppie a trovare casa e a permettere loro di avere figli?". Famiglia risorsa. Per De Vecchi, "non si può intervenire solo a sistemare i cocci delle famiglie sfasciate senza indagare e tentare di operare per dare alle famiglie maggiore stabilità e aiuti mirati al loro principale compito, che è quello di generare i nuovi cittadini, educandoli al rispetto delle leggi e dei valori della comunità. Si parla troppo di diritti e non si dice nulla sui doveri. Proprio per questo il Forum ha rivolto un appello a tutti i candidati prima delle comunali del 23 maggio scorso affinché la famiglia diventi la vera priorità sociale". De Vecchi precisa: "Come Forum preferiamo sempre affrontare e discutere tutti i provvedimenti insieme, nell’ottica generale di sostegno alla famiglia. Il nucleo familiare, in effetti, può essere problema o risorsa, a seconda della sua riuscita. Le famiglie problematiche meritano assistenza ma, a nostro giudizio, per il bene della nostra comunità deve essere prioritario il sostegno alla famiglia-risorsa, quella di cui la Valle d’Aosta ha un estremo bisogno per continuare ad esistere".Intervenire prima. Anche Anna Ferrara Corazza, responsabile del Centro per le famiglie di Aosta e presidente regionale delle Acli, non è favorevole alla proposta di legge e sottolinea: "Il testo presenta degli spunti comunque interessanti, intanto è positivo che si veda l’esistenza della problematica, dato che la Valle d’Aosta è una delle Regioni con il tasso di separazioni e divorzi più alto d’Italia ed è interessante anche il discorso della mediazione familiare, visto che siamo una delle poche Regioni dove non viene ancora promossa, ma la mediazione dovrebbe iniziare prima, non quando la situazione è degenerata, proprio per promuovere la famiglia e non solo assisterla". Inoltre secondo la responsabile del Centro per le famiglie, nessuno ha mai messo in discussione il ruolo del padre e l’affido condiviso esiste per legge nazionale, non bisogna quindi ribadirlo in Valle d’Aosta. "Il problema – secondo Ferrara Corazza – è che i papà devono comprendere che devono pensare e agire per i figli esattamente come agivano prima della separazione. Inoltre bisogna agire prima, tutti i genitori fanno dei sacrifici e s’impegnano giorno dopo giorno. Pertanto questo mi sembra un intervento palliativo, in una società dove ognuno fa quello che gli pare, dove ci sono sempre più adulti irresponsabili". La presidente del Centro per famiglie precisa che stanno cercando di progettare dei percorsi per giovani coppie che convivono o che intendono sposarsi civilmente per fare capire loro che bisogna impegnarsi e sacrificarsi quotidianamente, in modo che possano confrontarsi con coetanei e parlare delle proprie difficoltà.a cura di Paola Fumagalli(08 giugno 2010)