VENETO
Tra le novità, ci sarà anche un "Garante"
Il Veneto avrà presto una legge dedicata alla famiglia. Dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale a fine febbraio, potrebbe essere approvata dal Consiglio regionale entro l’estate la normativa intitolata “Linee di indirizzo e interventi per la promozione e il sostegno della famiglia”. La legge è innovativa ed è ben vista dalle associazioni delle famiglie che hanno contribuito alla sua stesura. Per famiglia la Regione intende quella stabilita dall’art. 29 della Costituzione, ovvero fondata sul matrimonio: vengono così escluse a priori le coppie di fatto.Molte le novità introdotte dalla legge: in particolare, il “Garante della famiglia”, figura ispirata al Difensore civico e al Pubblico tutore dei minori, che avrà funzione consultiva in materia di politica per le famiglie, ma anche di vigilanza sull’operato delle istituzioni. Altri organismi previsti sono l’Osservatorio permanente sulla famiglia, che analizzerà l’evoluzione dei bisogni e delle condizioni dei nuclei familiari, e la Consulta formata dai rappresentanti di istituzioni e associazioni. Proprio a queste ultime la normativa dà spazio, riconoscendo il loro ruolo sociale nell’ottica del principio di sussidiarietà. C’è poi una precisa indicazione di lavoro ai Consultori, cui la Regione riconosce il ruolo di “prevenzione, educazione e promozione del benessere psichico, fisico e relazionale del singolo, della coppia e della famiglia”.La legge sottolinea, infine, come basilare il sostegno ai servizi socio-educativi per l’infanzia e all’assistenza domiciliare integrata per le persone prive di autonomia fisica o psichica, e promuove azioni di promozione della famiglia a tutto campo, in particolare per la formazione di nuovi nuclei familiari e il sostegno alla procreazione e alla crescita dei figli. È riconosciuto anche il valore sociale del lavoro domestico.Il richiamo alla Costituzione. “La prima cosa che rilevo della proposta di legge regionale sulla famiglia afferma Daniele Udali, presidente dell’Afi (Associazione famiglie italiane) di Verona è che si è seguito un metodo corretto nella sua stesura, ovvero il coinvolgimento delle associazioni delle famiglie. In secondo luogo, apprezziamo molto il riferimento all’articolo 29 della Costituzione: la precedente proposta di legge si era arenata proprio sulla questione della definizione di famiglia”. Udali giudica positivamente molti passaggi della nuova normativa: tra questi l’istituzione della figura del Garante della famiglia.”Può essere un’innovazione interessante spiega perché, se adeguatamente fornito di potere e di struttura, può divenire un riferimento per le famiglie e le associazioni”. Quanto a queste ultime, si apprezza il riconoscimento che la legge dà loro, mentre qualche dubbio c’è sulla Consulta: “Come associazione siamo sempre scettici sulle Consulte, di cui non è mai chiaro il reale valore. Come organi di rappresentanza preferiamo indubbiamente i forum, che sono certamente anche più liberi”.Infine, un apprezzamento anche al passaggio sui Consultori: “È giusto fare uscire la famiglia da un trattamento solo medicale e che ci si occupi di essa nel suo stato di normalità, non solo di patologia”. L’Afi evidenzia anche l’accento che la legge mette sulla formazione degli operatori delle istituzioni: un argomento sentito, se al corso “Amministrare con la famiglia”, promosso di recente dallo stesso Afi, hanno partecipato 83 amministratori di 27 Comuni veronesi. Attenzione alla donna. “Finalmente questa legge è arrivata esclama Tiziana Marchetti, vicepresidente del Forum veneto delle associazioni familiari e del Cif regionale (Centro italiano femminile) e devo dire che ci soddisfa. Noi avremmo voluto anche un assessorato alla famiglia. In realtà, la prima stesura non ci era piaciuta; poi è stata rifatta completamente e, in quella finale, sono stati accolti tutti i nostri rilievi. Ora speriamo che la legge sia approvata dal Consiglio regionale: sappiamo che, anche nella maggioranza, vi sarà chi vota contro, soprattutto per il richiamo alla famiglia così come intesa dalla Costituzione. Ma auspico che su questa legge vi sia un sostegno trasversale”. Nuova sensibilità. “Sottolineo anche l’attenzione alla donna continua Marchetti di cui finalmente si riconosce il ruolo fondamentale all’interno del nucleo familiare. Apprezziamo poi la novità del Garante della famiglia e la spinta ai Consultori perché abbiano maggiore attenzione verso la famiglia come istituzione. Faccio presente che il Cif ha a Padova un proprio Consultorio dal 1975, cioè da prima che fossero aperti quelli delle Ulss (Unità locali socio-sanitarie): è rimasto uno dei pochi a fare realmente consulenza alle famiglie e alle coppie. Sottolineo consulenza, non ambulatorio: lo abbiamo anche noi, l’ambulatorio, ma non rilascia prescrizioni mediche, offre solo consultazioni, di cui c’è tanto bisogno”.Promozione della famiglia. Marchetti sottolinea, infine, il ruolo che potrà avere la legge per la promozione della famiglia: “Famiglia e affetti sono fondamentali nella crescita dei bambini, tanto è vero che dove non c’è una famiglia forte c’è lo sfascio. Se nel Veneto c’è di nuovo una sensibilità verso questa istituzione, sfruttiamola: anche perché non è vero che i giovani non vogliono formare famiglie. Ma, da soli, come possono farlo? Chi li aiuta a comprare casa? E se la donna deve andare a lavorare per pagare il mutuo, come può pensare, una coppia, di mettere al mondo dei figli?”.(9 marzo 2006)