VENETO

“Saperi e sapori”

Un progetto per avvicinare i giovani al sociale

La Regione Veneto cerca nuove strade per avvicinare i giovani al sociale: e sembra averle trovate guardando alla tradizione, ovvero a quanto la Chiesa locale fa, da sempre, per il territorio. Ha, infatti, approvato un progetto biennale, chiamato “Saperi e Sapori di sociale”, proposto dal Centro della comunicazione sociale della diocesi di Padova, una realtà ecclesiale che ha a disposizione risorse come una radio, un sito Internet e diverse sale cinematografiche nel territorio.Il finanziamento complessivo è pari a 250mila euro, che serviranno per avviare azioni innovative di informazione e coinvolgimento dei giovani in un territorio che tocca aree di cinque province: oltre a Padova anche Belluno, Treviso, Venezia e Vicenza. Sono coinvolte nella co-progettazione cinque Ulss e il Centro di servizio per il volontariato di Padova.Fondamentale è anche il contributo dell’associazione “Noi” e del Servizio diocesano dei centri parrocchiali, che sono oltre 300. Obiettivo finale di “Saperi e Sapori di sociale” è trasmettere la passione e l’attenzione per il sociale e la socialità tra i giovani. Il primo passo del progetto è stata l’attivazione di un portale, che risponde all’indirizzo www.saporidisociale.it, in cui sono riportate le notizie sulle iniziative di interesse sociale promosse in particolare dalle Ulss, dalle associazioni di volontariato e dal mondo ecclesiale e laico.Senza pregiudizi. “Il nostro lavoro non si sovrappone alle attività ecclesiali e alla pastorale dei giovani e delle parrocchie – spiega Guido Bottazzo, coordinatore del Servizio diocesano centri parrocchiali – ma mira solamente a diffondere l’informazione e la conoscenza di quanto è proposto nel territorio. È significativo che la Regione, per avvicinarsi al mondo giovanile, abbia scelto un partner come noi e i nostri strumenti, ritenendo che potessimo operare in una dimensione che non crea pregiudizi. D’altronde abbiamo già dimostrato, lavorando a progetti con enti pubblici ma anche con organizzazioni laiche come l’Arci, che si possono condividere obiettivi comuni pur partendo da ideologie differenti. E lo abbiamo fatto pure in aree delicate, come la scuola e la famiglia”. “La Regione Veneto crede nella tradizione della storia del territorio e nei valori legati al mondo cattolico – ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche sociali, Antonio De Poli – che si esprime nei circoli parrocchiali e costituisce una rete da sempre in atto per la crescita di tutti, non solo dei credenti. È una tradizione che, pur credendo nella laicità dello Stato, non possiamo rinnegare”.Collaborazione fruttuosa. La scelta della Regione Veneto di sostenere il progetto “Saperi e sapori di sociale” non sorprende le diocesi locali. Non esiste altrove un organismo paragonabile al Centro padovano della comunicazione sociale, ma esperienze di collaborazione tra Regione e realtà diocesane già ci sono. “Da qualche anno la Regione offre opportunità agli organismi diocesani e alle associazioni ecclesiali – afferma don Gianantonio Urbani, presidente regionale dell’associazione Noi e del comitato Noi della diocesi di Vicenza -. Lo scopo è sostenere un tessuto di relazioni, approcci e attività che è già presente o che, da questa collaborazione, potrà iniziare. Si tratta di uno scopo laico, ma le strutture cristiane sono nel mondo per animarlo da dentro, per portare la novità del Vangelo”. Don Urbani ricorda l’opera importante che stanno svolgendo le associazioni cattoliche, tra cui “Noi Associazione oratori e circoli”. “Noi Associazione – spiega – si prende cura del territorio attorno alla parrocchia. Proprio perché radicata nel territorio, la nostra Chiesa locale può dire molto, anche in collaborazione con l’ente locale”. Nell’ottica di aprire gli oratori al territorio, Vicenza ha chiesto un contributo regionale per una iniziativa sul genocidio del popolo armeno. “Crediamo – conclude don Urbani – che, seguendo la via culturale, anche all’interno degli oratori si possano articolare molti annunci, incontrando gli uomini e le donne del nostro tempo e accompagnarli a una pienezza di vita”.No alle contrapposizioni. “La sensibilità sociale e politica tra i giovani – afferma don Marco De Rossi, vicedirettore dell’Ufficio della pastorale sociale del patriarcato di Venezia – qui è promossa dalla scuola di formazione sociopolitica, che verso di loro ha un occhio di riguardo. La scuola, nata nei primi anni ’90, è una realtà viva, che offre formazione e aiuta a leggere le problematiche sociali. L’esperienza che si proverà a Padova è invece un altro segno che, a volte, la Chiesa è avanti proprio sulle tematiche sociali, un campo dove spesso i partiti sono in affanno. Anche i mezzi diocesani, come le radio, sono realtà significative per il territorio, in molti le ascoltano al di là delle appartenenze religiose. Così, la Chiesa spesso sa raggiungere più persone, anche tra i giovani: è sbagliato pensare in termini di contrapposizione con gli enti laici, e non di collaborazione”.a cura di Emanuele Cenghiaro(23 giugno 2006)