VENETO
Rifiuti: la situazione in Veneto
I dati. Il Veneto è una regione all’avanguardia nella raccolta e nella gestione dei rifiuti. I dati diffusi dall’Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, sono incoraggianti: delle 2.260.647 tonnellate di rifiuti solidi urbani (rsu) prodotti nel 2004 nella regione, ben il 45,1% è stato gestito tramite raccolta differenziata (rd). Vale a dire, il 2% in più rispetto al 2003. Il risultato è importante ma non uniforme, se si pensa che la provincia più efficiente è stata Treviso, con il 63,4% di rd, mentre Belluno e Venezia sono attorno al 30%.Produzione pro capite. Il quantitativo di materiale raccolto in modo differenziato è aumentato dell’11%: in questo modo contrasta il costante aumento della produzione totale di rifiuti, salito del 4,3% rispetto al 2003 Il quantitativo raggiunto nel 2004, 483 kg pro capite annui, non è tuttavia tra i più elevati in Italia, e l’aumento, secondo l’Arpav, è dovuto all’aumento dei conferimenti di alcuni grossi Comuni (Padova, Venezia e Chioggia in primis) e all’attivazione del servizio di spazzamento stradale in altri centri. In effetti, sono proprio le grandi città ad abbassare le percentuali di rd, che in molti Comuni della provincia, grazie anche al compostaggio domestico, superano abbondantemente il 70% (e in due Comuni del trevigiano, Salgareda e Roncade, anche l’80%).Frazione organica. Un altro dato significativo per la regione riguarda la raccolta della frazione organica di rsu (forsu). Il quantitativo pro capite della frazione organica in Veneto è il più alto in Italia, con 53,5 kg/abitante per anno di forsu e 44,9 kg/ abitante per anno di verde. Il dato è il risultato della tipologia di raccolta: la separazione tra secco e umido è il sistema più diffuso ovunque e in alcune province (Treviso, Padova e Venezia) è il metodo scelto dalla totalità o quasi dei Comuni. Per quanto riguarda la modalità di raccolta, prevale ed è in espansione quella domiciliare rispetto a quella stradale. Il sistema di raccolta di carta, vetro e plastica segue invece modalità che variano da Comune a Comune: solo nella provincia di Padova prevale nettamente la raccolta domiciliare.Raccolta non differenziata. Per il trattamento delle 1.260.000 tonnellate di rifiuti raccolti in modo non differenziato, la quantità smaltita in una delle 20 discariche ex I categoria attive nel 2004 è stato di 801.276 tonnellate, costituite da 520.907 tonnellate di rifiuto urbano conferito direttamente in discarica e da circa 280.370 tonnellate di rifiuto urbano trattato. Nonostante l’apparente aumento della produzione rsu, la percentuale del rifiuto totale prodotto avviata in discarica è scesa dal 36,8% del 2003 al 35,5%. Gli impianti di captazione e cogenerazione del biogas presenti nelle discariche hanno consentito una produzione di circa 68.320 Mw/h di energia elettrica nell’anno 2004, in parte ceduta alla rete pubblica.Incenerimento. Parte importante nel trattamento dei rifiuti hanno gli impianti di incenerimento, che permettono anche un recupero di energia: nel Veneto sono quattro (Padova S. Lazzaro, Venezia Fusina, Vicenza Schio, Verona Ca’ del Bue). La quantità totale di rifiuto urbano trattato in impianti di incenerimento nel corso del 2004 è stato pari a 204.851 tonnellate, ovvero il 9,1% del rifiuto urbano prodotto, rispetto al 7,9% del 2003.Tariffe. Le tariffe di conferimento del rifiuto urbano residuo presso gli impianti di discarica hanno visto negli ultimi anni un aumento considerevole, dal 10% a oltre il 40.Altre Regioni. Nel Veneto vengono smaltiti, in discariche “2B” gestite conto terzi, in particolare a Vicenza e Verona, rifiuti speciali (non rsu) provenienti da altre regioni (circa 375.000 tonnellate, il 43 % del totale).Leggi. La normativa in materia di rifiuti nel Veneto è la legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3, “Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti”. Importante è anche la deliberazione della Giunta regionale veneta (drv) n. 568 del 25 febbraio 2005, che reca “Norme tecniche e indirizzi operativi per la realizzazione e la conduzione degli impianti di recupero e di trattamento delle frazioni organiche dei rifiuti urbani e altre matrici organiche mediante compostaggio, biostabilizzazione e digestione anaerobica”. Infine, il d.g.r 11 marzo 2005 n. 769 dispone le “Linee guida per la realizzazione e la gestione degli ecocentri comunali”.a cura di Emanuele Cenghiaro(23 giugno 2006)