VENETO

In difesa delle donne

Una legge per “prevenire e contrastare la violenza”

Anche la regione Veneto si dota di una legge in materia di violenza contro le donne. Denominata “Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne”, è stata approvata dal Consiglio regionale all’unanimità. Con questo provvedimento la Regione “riconosce che ogni forma di violenza contro le donne rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali alla vita, alla dignità, alla libertà, alla sicurezza e all’integrità fisica e psichica della persona” e sottolinea come le donne, anche di minore età, “sono spesso esposte a gravi forme di violenza”. Per questo promuove interventi di sostegno alle vittime e favorisce l’attivazione di centri antiviolenza, di case rifugio e di secondo livello, con particolare riguardo alle donne sole o con figli.I punti centrali. La normativa definisce tipologia e compiti dei centri antiviolenza, strutture pubbliche o private che offrono assistenza, sostegno, percorsi di autonomia e superamento del disagio, in raccordo con la rete dei servizi sociali territoriali. Tra i loro compiti vi sono l’ascolto telefonico e colloqui preliminari, percorsi personalizzati, affiancamento se richiesto, ma anche formazione degli operatori, iniziative culturali di prevenzione e sensibilizzazione, raccolta di documentazione sul fenomeno. Le case rifugio sono strutture di accoglienza e protezione ubicate in luoghi segreti nell’ambito di programmi personalizzati di recupero e inclusione sociale che mirino al recupero della propria autonoma individualità. Le case di secondo livello sono strutture di ospitalità temporanea per donne “che non si trovino in situazione di pericolo immediato a causa della violenza” e che necessitino di un periodo ulteriore di ospitalità. Tutte le strutture e i servizi da esse erogati sono gratuiti. Per l’attuazione delle varie azioni la legge ha previsto uno stanziamento per il 2013 di 400mila euro e ha istituito un Fondo regionale per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne. Arginare il fenomeno. “Purtroppo la violenza contro le donne, in particolare quando è intrafamiliare, è uno dei fenomeni sociali più nascosti. Nel Veneto, la percentuale delle donne che, almeno una volta nella vita, hanno subito violenza supera la media nazionale (34 contro 31%). Anche se ciò può essere visto come una maggiore consapevolezza e propensione alla denuncia da parte delle donne, questo non è certamente confortante”, afferma Goretta De Battisti, presidente del Cif regionale del Veneto. E continua: “Alla luce della gravità del fenomeno e della pesante ricaduta che esso ha nella vita delle famiglie, e in particolare dei bambini, le donne del Cif non possono che accogliere con soddisfazione l’approvazione di tale legge. Ci auguriamo che tale traguardo legislativo possa arginare il fenomeno della violenza, soprattutto attraverso attività di prevenzione e di carattere formativo volte a diffondere la cultura della parità e del rispetto”. Contro le discriminazioni. “Tra le novità importanti introdotte da questa legge vorrei sottolineare che essa permette di erogare l’accoglienza indipendentemente dallo stato giuridico e dalla cittadinanza della vittima. Questo comma dell’art. 4 farà la differenza permettendo, auspico, di superare una questione che in passato ha portato a discriminare donne in posizione irregolare”. Lo afferma Sara Ferrari, responsabile dello Sportello promozione donna della Caritas di Padova, un servizio nato nei primi anni del Duemila per le donne vittime di tratta e che poi ha allargato l’ambito a tutto il disagio femminile. “Trovo poi positivo – aggiunge – che la legge definisca la struttura cronologica dei passi da fare per impostare un vero percorso di autonomia della donna, dal centro antiviolenza alla casa di secondo livello, e che si riconosca la necessità di strutture apposite, e non in coabitazione con persone con problemi diversi: questo in passato ha creato confusione tra ospiti e operatori, i quali devono avere competenze specifiche”. “Mi chiedo invece se sia previsto – conclude Sara Ferrari – se una donna che interrompe il percorso iniziato possa riprenderlo in un secondo tempo: sono situazioni complesse e spesso, infatti, chi subisce violenza torna dal marito per poi ripresentarsi a chiedere di nuovo aiuto”. Legge importante. “Questa legge è fondamentale ed è importante il fatto che sia stata approvata in fretta: è passato meno di un anno da quando è stata presentata la proposta di legge alla sua approvazione”, annota Patrizia Zantedeschi, psicologa e responsabile dell’area clinica del Centro Veneto progetti donna di Padova. È una delle principali associazioni che dal 2000 opera a tutela della violenza sulle donne: nel 2012 ha assistito 375 casi e nei primi mesi del 2013 è già ad oltre 200. Tre, osserva Zantedeschi, “le cose che valuto importanti di questa legge: la prima è la presa d’atto che la violenza sulle donne c’è. In secondo luogo, con la previsione di finanziamenti questa legge dovrebbe dare certezza di sussistenza ai centri antiviolenza. Infine, i territori dovranno dotarsi di tavoli formati da tutti i soggetti interessati dal problema”. a cura di Emanuele Cenghiaro(15 maggio 2013)