L’iter di riforma

Ad oggi risultano entrati in vigore i seguenti Statuti regionali:Abruzzo (ved. infra)Calabria (L.R. 19 ottobre 2004, n. 25)Emilia Romagna1 (L.R. 31 marzo 2005, n. 13)Lazio (L. statutaria 11 novembre 2004, n. 1)Liguria (L. statutaria 3 maggio 2005, n. 1)Marche (L. statutaria 8 marzo 2005, n. 1)Piemonte (L. statutaria 4 marzo 2005, n. 1)Puglia (L.R. 12 maggio 2004, n. 7)Toscana (BURT 11 febbraio 2005, n. 12)Umbria (L.R. 16 aprile 2005, n. 21)Durante quest’ultimo periodo si registrano alcune novità riguardo ai lavori statutari delle Regioni dove ancora non risulta ultimato l’iter di riforma. Le Regioni interessate sono: Basilicata, Campania, Lombardia, Molise e Veneto.ABRUZZOIl testo della deliberazione statutaria, approvato, ai sensi dell’art. 123 Cost., con due deliberazioni successive, in data 28 giugno 2006 e in data 12 settembre 2006, è stato pubblicato nel BURA 22 settembre 2006, n. 7 Straordinario ai sensi dell’art. 2 della L.R. 23 gennaio 2004, n. 5. Non essendo state presentate richieste di referendum nel termine di tre mesi da tale pubblicazione, in data 28 dicembre 2006, il presidente della Giunta regionale ha provveduto alla promulgazione dello Statuto ai sensi dell’art. 3 della L.R. n. 5 del 2004.Lo Statuto è stato pubblicato nel BURA 10 gennaio 2007, n. 1 Straordinario. Riguardo ad alcuni profili del testo in discussione nella scorsa legislatura, assumono particolare significato: l’art. 2 (I Principi), al comma 4 prevede che “la Regione riconosce i valori delle sue radici cristiane e informa il proprio ordinamento al rispetto della dignità umana ed ai principi di libertà, democrazia, giustizia, equità, eticità, uguaglianza, pace, solidarietà, sussidiarietà, pluralismo e promozione della persona umana”. L’art. 7 (L’ordinamento sociale ed economico), al comma 1 dispone, tra l’altro, che “la Regione… riconosce il valore fondamentale della famiglia come luogo di promozione sociale di sviluppo e tutela della persona; contribuisce con adeguate misure alla tutela della maternità e dell’infanzia; promuove interventi qualificati e mirati di politica culturale, educativa, economica e sociale per un proficuo dialogo tra generazioni e per la crescita morale delle nuove generazioni”.BASILICATANon risulta ancora istituita la “Commissione per la revisione dello Statuto” e, con ogni probabilità, non verrà istituita neanche nel prossimo futuro in quanto la proposta di legge statutaria sarà esaminata dalla Commissione consiliare permanente competente in materia di affari istituzionali.Riguardo ad alcuni profili del testo in discussione nella scorsa legislatura, si ricorda che nel preambolo viene riconosciuto il “valore delle radici cristiane come uno dei caratteri dell’identità e della specificità di un popolo e di un territorio attento alla cultura dell’accoglienza e della solidarietà”.Il fenomeno religioso, inoltre, è richiamato dall’art. 4 (Salvaguardia dell’identità della Regione), comma 1 lett. e), con il quale la Regione tutela le “tradizioni delle comunità albanofone e delle minoranze etniche, linguistiche e religiose, presenti in Basilicata”. L’art. 3 (Obiettivi e finalità) al comma 1 stabilisce che “la Regione informa il proprio ordinamento ai principi di centralità della persona, pari dignità sociale e di genere tra tutti i cittadini, di sussidiarietà, garantendo i valori di libertà, uguaglianza, democrazia plurale, giustizia, pace e solidarietà”. Il comma 2 lett. d) dello stesso articolo prevede, tra l’altro, che la Regione persegua quali obiettivi primari della propria azione “il sostegno alle famiglie, alla genitorialità, all’infanzia e all’adolescenza, con l’erogazione di servizi ed interventi adeguati, anche di politica abitativa”.CAMPANIAIl 18 settembre 2004 il Consiglio regionale aveva approvato in prima lettura il nuovo Statuto regionale. Nel corso della scorsa legislatura, però, il Consiglio non ha proceduto all’esame, in seconda lettura, della Carta statutaria regionale. Con delibera del 21 giugno 2005 il nuovo Consiglio regionale ha istituito la “Commissione consiliare speciale per la revisione dello Statuto e del Regolamento interno del Consiglio regionale”.La Commissione ha iniziato l’esame della proposta statutaria decaduta con la fine della VII legislatura, a partire dal mese di ottobre 2005. Tra i diversi articoli che compongono il testo, si sottolinea l’art. 9 (“Finalità e obiettivi”), lett. f), che prevede fra l’altro il “riconoscimento ed il sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio e alle unioni familiari, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi”. Sempre lo stesso articolo prevede “il diritto all’informazione e all’accesso alle procedure di adozione e alle tecniche di procreazione assistita, senza discriminazioni e nel rispetto delle leggi nazionali”. L’art. 79 (Norme transitorie e finali) stabilisce che “il presente Statuto si armonizza con le norme costituzionali. Come tale, l’art. 9, lett. f) dispiega i suoi effetti nel rispetto dei principi dettati dagli artt. 29 e 30 della Costituzione”.LOMBARDIAIl Consiglio regionale lombardo, nella seduta consiliare del 5 dicembre 2006, ha approvato (deliberazione n. 266) l’istituzione della nuova “Commissione speciale Statuto” con il compito di rielaborare il testo dello Statuto regionale, della legge elettorale e del nuovo regolamento interno del Consiglio regionale.Nella delibera istitutiva della nuova Commissione sono state, inoltre, fissate precise scadenze temporali entro le quali tale organismo dovrà riferire al Consiglio regionale sui lavori svolti e, precisamente, il 29 e 30 maggio 2007, il 16 e 17 ottobre 2007 ed infine il 31.12.2007 per l’esame complessivo delle proposte elaborate. È stato anche stabilito che opererà sino al 31 dicembre 2007, con una eventuale proroga di ulteriori tre mesi.La Commissione ha incontrato il 7 maggio scorso il Collegio di esperti incaricati di contribuire alla stesura della nuova Carta costitutiva regionale, ed è stato presentato il lavoro svolto nel corso della precedente legislatura.  Un successivo incontro si è tenuto il 14 maggio scorso, nel corso del quale alcuni degli esperti hanno relazionato sul tema: “Verso il nuovo statuto – Valori e principi dell’autonomia lombarda nello statuto originale e oltre”. Nella seduta del 28 maggio c’è stato un ulteriore intervento.MOLISEÈ stata istituita con la legge regionale 26 gennaio 2007, n. 2 la “Commissione per l’autoriforma del Molise”. La Commissione, “nello spirito delle scelte effettuate durante i lavori svolti nella precedente legislatura”, ha il compito di: elaborare la proposta di revisione dello Statuto regionale; elaborare la proposta di revisione del regolamento interno di finanziamento del Consiglio regionale; elaborare la proposta di legge elettorale regionale. La Commissione dura in carica dalla data di entrata in vigore della presente legge fino al 31 dicembre 2007.VENETONel mese di settembre 2004 l’Aula del Consiglio regionale aveva avviato l’esame in prima lettura del testo della nuova carta statutaria. A causa di alcune difficoltà di natura politica, nella seduta dell’8 ottobre 2004 il progetto è stato rinviato all’esame della Commissione statutaria al fine di individuare nuove formulazioni. Nella fase attuale la nuova “Commissione speciale per la revisione dello Statuto” ha proceduto alla nomina dei consulenti esterni al fine di poter riscrivere, organizzando i lavori sotto forma di “ritiro” in seduta esterna, una bozza statutaria condivisa.Riguardo al progetto esaminato durante la scorsa legislatura, risultano di particolare interesse gli articoli: 3 (Identità della Regione), con cui si dichiara che “il Veneto, in conformità con le sue radici cristiane, le sue tradizioni di libertà di scienza e di pensiero e la laicità delle sue istituzioni, ispira la propria azione al principio della solidarietà nei confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e religione…”; 4 (Diritti e pari opportunità), nella parte in cui si afferma che “la Regione riconosce la centralità della persona e della famiglia”; 5 (Diritti delle generazioni future), attraverso il quale si prevede che “la Regione garantisce e valorizza il diritto alla vita”.(30 maggio 2007)