Educare all’ambiente

CCEE

Centotrenta chilometri in battello sul Danubio. Nel secondo giorno del pellegrinaggio "verde" organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) i partecipanti  si sono trasferiti a Bratislava, capitale della Slovacchia, navigando in battello sul Danubio. Durante il viaggio, riflessioni sull’acqua e l’energia, mentre, all’arrivo, la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Bratislava, mons. Stanislav Zvolenský, e l’incontro con il sindaco della capitale, Andrej Durkovský.”Ecologico è economico”. “Informarsi” sull’impatto ambientale delle proprie azioni e scegliere tenendo conto che “ecologico è economico” sono le parole d’ordine dettate da p. Bernard Sorel, membro della commissione per la salvaguardia del creato del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Diversi gli esempi sulla riduzione del consumo energetico, in particolare per quanto riguarda i mezzi di trasporto, cominciando dalla “scelta di un’automobile che abbia consumi ridotti” per continuare con “uno stile di guida ecologico”. E poi l’utilizzo dei mezzi pubblici, tra cui anche l’aereo, generalmente additato come veicolo iper-inquinante. Eppure, ha precisato Sorel, “è importante fare una distinzione e raccogliere le giuste informazioni: un aereo nuovo inquina molto meno di uno costruito dieci anni fa”, e a volte scegliere “compagnie con velivoli recenti e che trasportano un alto numero di passeggeri” è una scelta ecologicamente più sostenibile del percorrere il medesimo tragitto in auto. L’invito è dunque a un’educazione “delle comunità e degli individui” e a promuovere interventi delle istituzioni pubbliche “per ridurre lo spreco e incoraggiare scienziati e industriali a trovare forme di energia alternativa”.884 milioni di persone senz’acqua. Sull’acqua, Beatrice van Saan-Klein, incaricata per le questioni ambientali della diocesi tedesca di Fulda, ha ricordato i numeri dell’emergenza idrica globale, che è anche all’attenzione degli Obiettivi Onu del millennio: oggi “884 milioni di persone vivono senza risorse idriche, e 2,6 miliardi non hanno acqua sufficiente per l’igiene personale”. Dunque, occorre “agire affinché l’approvvigionamento idrico venga garantito oggi, come pure per le generazioni future”. In questa direzione, ha concluso, va anche la decisione, adottata lo scorso luglio, dei 192 paesi membri dell’Onu, di rendere l’acqua “uno dei diritti inalienabili dell’uomo”.Dall’olio di scarto al biodiesel. Nel corso della navigazione sul Danubio, i pellegrini hanno fatto sosta a Komàrom per visitare la locale fabbrica di biodiesel, ottenuto da oli alimentari di scarto e dall’olio di colza. "La particolarità della nostra produzione – ha spiegato Rudi Roth, presidente dell’azienda – sta nel fatto che circa il 50% del biodiesel deriva dall’olio alimentare: in Europa raccogliamo, ogni anno, 60-70 mila tonnellate di olio di scarto, utilizzato in cucina, che altrimenti verrebbe buttato". Così viene prodotto "un carburante totalmente privo di sostanze tossiche". E anche nelle procedure per giungere al prodotto finale c’è un’attenzione ecologica: il biodiesel "arriva alla raffineria attraverso un oleodotto lungo 70 chilometri, così non vi è un impatto ambientale dato dai trasporti".Nessuno è solo pescatore. Nell’omelia della messa celebrata nella cattedrale di Bratislava, mons. Stanislav Zvolenský, ha ripreso l’indicazione evangelica di essere "pescatori di uomini", ossia "gettare una scialuppa di salvataggio a coloro che si dibattono nel mare, spesso in tempesta, della vita". E "nella Chiesa – ha rimarcato – nessuno è solo pescatore e nessuno è solo pesce": tutti siamo "l’una e l’altra cosa insieme". "Pescare le persone – ha proseguito Zvolenský – significa evangelizzare, convincere, offrire da parte di Dio al maggior numero possibile di persone la buona notizia dell’amore e della salvezza". Ed è proprio "la presenza di Cristo" a rendere "efficace il nostro lavoro". "Senza di lui vi è sterilità. Con lui – ha concluso l’arcivescovo – una sorprendente fecondità".(2 settembre 2010)BratislavaCapitale della Slovacchia, è anche la città più importante dal punto di vista economico, sociale e culturale. La città fu capitale del Regno d’Ungheria sotto la monarchia d’Asburgo dal 1536 al 1783, quando Budapest era sotto occupazione ottomana. Oggi è sede del parlamento slovacco, del governo e del presidente della Repubblica. Il Duomo di San Martino è la chiesa più importante di Bratislava. Venne costruita nel XV secolo sui resti di una precedente chiesa romana e, pur avendo subito nel corso dei secoli numerosi rimaneggiamenti, conserva l’originale impianto gotico.