Il significato della natura

CCEE

In treno attraverso i paesaggi verdeggianti dalla Bassa Austria alla Stiria, e poi a piedi nell’ultimo tratto per sperimentare il valore, non solo metaforico, del cammino. Durante la quarta giornata (4 settembre) del pellegrinaggio "ecologico" di vescovi e delegati delle Conferenze episcopali europee per la salvaguardia del creato, organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), i pellegrini sono partiti dalla città austriaca di St. Pölten per arrivare a Mariazell. In treno per 85 chilometri, il filo conduttore della riflessione è stato il rapporto con le creature e con il Creatore.La dimensione più profonda. "La bellezza della natura spesso costituisce un elemento importante del fascino dei pellegrinaggi", ha commentato Werner Freistetter, direttore dell’Istituto per la religione e la pace di Vienna e Ordinario militare per l’Austria, mentre il treno attraversava le colline. "Per il credente – ha aggiunto – si apre nella contemplazione del creato una dimensione profonda e importante della nostra fede: contemplare la bellezza del creato e trovare, proprio nella contemplazione nelle opere di Dio, Lui stesso". "Importante è quindi – ha rimarcato Freistetter – non fermarsi esclusivamente sulla bellezza creata e andare più in fondo fino a riconoscere l’apertura verso Dio che costituisce la dimensione più profonda di ogni creatura". Questa tentazione di "sostituire Dio con la natura", ha sottolineato, è "il nucleo essenziale di ogni idolatria. Per il credente è una tentazione. Per molte persone, invece, ispirate dalle diverse forme di correnti esoteriche o del ‘New age’, la sapienza umana più alta si troverebbe riconoscendo qualcosa di ‘divino’ nella natura, per loro senso ultimo e comune di tutte le religioni o, addirittura, affermando la divinità stessa della natura". Ma una cosa è certa: "anche se i cristiani possono arrivare a delle decisioni concrete diverse, ogni risposta e ogni agire cristiano – ha concluso – devono rispecchiare la novità di vita e il rapporto con il Creatore e con le creature instaurato da Cristo".Un aiuto concreto. "L’assenza della Parola di Dio, riporta inevitabilmente il creato in una condizione di caos", ha ricordato p. Timothy Bartlett, delegato irlandese per la salvaguardia del creato. Pertanto, ha precisato, "se non vogliamo tornare al caos, grande importanza assume il rispetto della persona umana, in quanto è strettamente connesso alla custodia del creato. Il bene di ciascuno di noi, infatti, dipende dal benessere di tutti e il concetto di solidarietà verso il prossimo non consiste nell’essere solo moralmente vicini a coloro che soffrono, ma anche agire concretamente e sacrificare una parte di se stessi e del proprio benessere nei confronti di chi è inerme, solo e meno fortunato di noi".Dare senso a ciò che ci circonda. Giunti a Bürgeralpe, luogo da cui è partita l’ultima parte a piedi del pellegrinaggio, vescovi e delegati delle Chiese europee hanno celebrato l’eucaristia. Qui mons. Andrè-Joseph Léonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles, riprendendo il brano evangelico del giorno ha ricordato che "come il pastore è al servizio del gregge, così tutti noi siamo pastori universali e abbiamo la responsabilità di dare senso, in una logica di servizio, a ciò che ci circonda". "Solo procedendo in questa direzione e lavorando con questa linea di pensiero – ha ribadito – è possibile arrivare a un’ecologia umana".(4 settembre 2010)