REPORTAGE DAL BANGLADESH
Una delle sfide sociali più importanti per la piccola Chiesa del Bangladesh (circa 300.000 cristiani in tutto il Paese) è la formazione professionale, per vincere la miseria attraverso il lavoro. Un esempio/modello – che rientra in un progetto di Caritas Bangladesh con 7 scuole fisse e 22 “mobili” in tutto il Paese – è la Father C.J.Young Trade school di Barisal, una delle città a sud di Dhaka più colpite dal ciclone Sidr, con circa 2 milioni di abitanti.La scuola, dal 1998 ad oggi, ha “sfornato” 654 meccanici, elettricisti, carpentieri, sarte, fabbri e saldatori. Ma in tutto il Paese sono stati ben 17.774 i diplomati delle scuole “mobili” – ossia che si spostano nelle zone dove è ritenuto necessario – di cui 12.214 hanno trovato lavoro, e 3.162 diplomati delle scuole fisse (di cui 2.282 già lavorano).”Ma il nostro obiettivo spiega Guda Punurdan, direttore di Caritas Barisal è avere il 100% dei nostri studenti occupati quando escono dalla scuola”. Per arrivare a ciò hanno anche ideato un semplice meccanismo di incontro tra domanda e offerta: “Convochiamo le aziende per capire quali sono le loro necessità dice poi organizziamo dei traning intensivi di dieci giorni per il tipo di lavoro che viene richiesto. Accompagniamo gli studenti per almeno tre anni dall’uscita da scuola, per essere sicuri che non cadano nella disoccupazione”.Nella scuola di Barisal, che accoglie attualmente 39 studenti tra i 18 e i 20 anni, i corsi durano un anno o sei mesi. “Selezioniamo i ragazzi che hanno più necessità, anche i disabili precisa Punurdan – coinvolgendo anche le famiglie. Spesso facciamo riferimento ai nostri gruppi di base sul territorio, composti da cristiani e musulmani”.Alle ragazze, che diventano sarte, viene anche concesso una sorta di “start up”, ossia un prestito di 5.000/10.000 taka (tra i 50 e i 100 euro) per avviare la loro attività. La scuola di Barisal è talmente ben organizzata che riesce a sostenersi autonomamente per il 60% dei costi (tramite la lavorazione dei prodotti) e per il 40% da donatori stranieri. In alcuni periodi è completamente autosufficiente.(11 dicembre 2007)