La voce dei vescovi

Cuba – Santa Sede

“Siamo pieni di ammirazione e gratitudine per le parole del Papa, che conosce la nostra situazione e ci accompagna”: questa la reazione di mons. Juan Garcia Rodriguez, arcivescovo di Camaguey e presidente della Conferenza episcopale cubana, dopo l’incontro nella Casa sacerdotal dell’Avana con il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Santa Sede, che ha letto ai vescovi cubani il messaggio di Benedetto XVI e ha pronunciato il suo personale discorso. Poco prima mons. Garcia aveva rivolto un saluto al card.Bertone a nome di tutti i vescovi, che ora descrivono l’incontro come “un colloquio molto fruttuoso”, apprezzando le parole “affettuose” del Papa nei confronti della Chiesa e del popolo cubano. “Esprimono grande calore umano e ci confermano nella fede e nella speranza – aggiunge mons. Juan de Dios Hernandez, segretario generale della Conferenza episcopale cubana -. E’ molto importante che il Papa abbia fiducia in noi vescovi. C’é una magnifica continuità nel magistero, anche rispetto ai temi che ci riguardano. Continuiamo a chiedere al governo di normalizzare sempre di più la vita della Chiesa in tutte le aree”.”Le esortazioni del Papa coincidono con le preoccupazioni pastorali dei vescovi – commenta mons. José Felix Perez, segretario esecutivo della Conferenza episcopale cubana – che mettono al primo posto il bene del popolo. Queste parole ci spingono a continuare con entusiasmo il nostro lavoro pastorale accanto alla gente”. Tra i temi trattati con il card. Bertone in un colloquio definito “molto fraterno”, quello sottolineato dal Papa delle vocazioni sacerdotali, “le necessità materiali e spirituali del popolo cubano, l’evangelizzazione e promozione del bene comune, l’esigenza di una maggiore presenza sui mezzi di comunicazione, la necessità di nuove chiese”. Nel pomeriggio il card. Bertone si è recato al seminario di San Carlo e Sant’Ambrogio dell’Avana, dove ha incontrato 60 seminaristi. In tutta Cuba sono circa un centinaio, con 320 sacerdoti. I numeri delle vocazioni si mantengono costanti, “non si parla di crisi come in Europa – precisa mons. Perez -, però sono ancora insufficienti per le necessità della Chiesa cubana”.Simbolo di fraternità. “Questa visita è un simbolo di fraternità, pace e solidarietà tra i popoli che rafforza molto l’unità. È una benedizione che sicuramente porterà frutti per l’unità del nostro popolo”. È quanto ha dichiarato Nerva Cot Aguilera, vescova suffraganea dell’Occidente della Chiesa episcopaliana di Cuba, tra i tanti rappresentanti delle varie confessioni e religioni (tra cui ortodossi, Chiese protestanti, ebrei) presenti il 21 alla messa del card. Tarcisio Bertone alla cattedrale dell’Avana. A livello di dialogo ecumenico Nerva Cot Aguilera spiega che “a Cuba stiamo vivendo un rinnovamento nel cammino dell’unità. Stiamo sperimentando che sono più le cose che ci avvicinano che quelle che ci allontanano. Siamo in un dialogo molto fluido, anche grazie ai movimenti cattolici qui presenti che fanno un grande lavoro ecumenico”.Nuove sfide e nuovi problemi. “Cari giovani, grazie per la vostra significativa presenza che ci parla di un Paese giovane con un futuro promettente. Siate voce di quanti non hanno voce. Oggi avete davanti nuove sfide e nuovi e numerosi problemi e anche nuove speranze, soprattutto sui temi della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali”. Così si è rivolto ai giovani il card. Tarcisio Bertone, durante il rosario nel santuario della Virgen de la Caridad del Cobre, che si è svolto il 23 febbraio, a 18 km da Santiago. Oltre 3.000 i partecipanti, in maggioranza giovani delle parrocchie e dei movimenti, che hanno animato una liturgia festosa con cori e musiche cubane. “Difendete la vita dal suo concepimento fino al termine naturale e proclamate sempre la verità – ha detto ai giovani -. La verità sul matrimonio e la famiglia, valore insostituibile per tutta la società e anche per il vostro popolo. Le famiglie cubane devono essere esempio di forza nelle prove e di gioia e fiducia nel futuro”.Dialogo paziente e perseverante. “Il Papa desidera che il popolo cubano cresca unito e solidale grazie al dialogo paziente e perseverante, grazie a gesti di riconciliazione e di pacificazione che comprendano tutti i settori della società”: sono le parole che il card. Bertone ha pronunciato, il 24 febbraio, a Cuba durante la messa celebrata nella piazza Pedro Agustin Perez Perez nella cittadina di Guantanamo, a poca distanza dalla base statunitense che ospita il carcere, tristemente famoso per le denunce dei diritti umani violati. Nel suo discorso, il card. Bertone ha assicurato che “la Chiesa non smetterà di offrire il proprio aiuto per questa azione pacificatrice, divenendo sempre più la casa comune di tutti, soprattutto dei poveri, dei malati, dei bisognosi”.(27 febbraio 2008)