Il lavoro delle donne

SENEGAL

Lei lavora l’argilla tutto l’anno e con quanto guadagna fa vivere la sua famiglia. Ha studiato arti e ceramica in Marocco ed ora fa la formatrice nel villaggio. È Eveline Marie Rosalia Bausene, pottière a Ediaungou, un piccolo villaggio nella Casamance le cui donne (circa 1500) sono specializzate nella manifattura di vasellame d’argilla. A Ediaungou questa tradizione viene trasmessa di madre in figlia. Prima quanto prodotto veniva scambiato con beni prodotti da altri villaggi (riso, miglio, ecc.). Il baratto viene usato a volte ancora oggi.L’argilla per fare i vasi va presa solo in certi periodi dell’anno e si trova sul greto del fiume salmastro. Ma la migliore argilla è a ben 30 km dal villaggio e raccoglierla non è una passeggiata. “Andiamo tutti insieme ma è molto difficile – racconta Eveline -, perché bisogna attraversare zone dove il fango arriva fino alla vita. Ci si graffia con i pezzi di conchiglia, e si torna tutti massacrati. Raccogliamo anche le conchiglie (a spirale) sulla riva, poi le schiacciamo per mischiarle con l’argilla”. La lavorazione è completamente naturale, non vengono usati prodotti chimici, l’unico colorante è un frutto che si chiama kah (in lingua locale) che si trova nelle risaie, una specie di kiwi. Una volta realizzati i cocci vengono messi a seccare all’ombra per alcuni giorni (a seconda della stagione più o meno umida), poi cotti sul fuoco, alcuni lucidati, sempre con sostanze naturali. Prima questi vasi o giare veniva usati per contenere i cibi, ora vengono venduti o barattati.(21 gennaio 2009)