ABRUZZO, UN ANNO DOPO
Il parco "Baden Powell" (dal nome del fondatore dello scoutismo) è una delle poche aree verdi rimaste a L’Aquila. Sorge a ridosso del centro storico tra i palazzi di uno dei quartieri più popolosi della città. È qui che la scorsa estate i Salesiani hanno organizzato il loro oratorio estivo e ora, con la primavera ormai alle porte, sono pronti a ripartire con le loro attività a favore dei giovani. Quella dei Salesiani a L’Aquila è una presenza di vecchia data ma il grande oratorio del centro storico è stato danneggiato, seppur lievemente, dal terremoto e oggi è ancora chiuso."Dobbiamo lavorare insieme per creare spazi e momenti di aggregazione per i giovani perché è questa oggi una delle priorità a cui dobbiamo dare risposta", racconta don Roberto Formenti, responsabile delle attività giovanili dei Salesiani a L’Aquila, il quale da alcuni mesi è attivo in città con l’obiettivo di organizzare attività per i più giovani. Lo troviamo intento a sistemare le rifiniture di due casette di legno da poco allestite nel campo. "Nel mese di gennaio spiega don Formenti abbiamo ottenuto l’autorizzazione ufficiale ad occupare questo spazio dove abbiamo realizzato alcune strutture in legno in cui, nelle prossime settimane, inizieremo dei laboratori per i giovani. Ad ottobre avevamo dovuto sospendere le attività per l’arrivo dell’inverno ma, nonostante questo, un gruppo di giovani continua a trovarsi per alcuni incontri settimanali". La mancanza di spazi di ritrovo, soprattutto per i giovani, è uno dei tanti problemi legati al terremoto. Gran parte della vita sociale e ricreativa dei giovani e degli universitari ruotava attorno al centro storico dove c’erano locali, bar, spazi di ritrovo ma anche l’oratorio salesiano, la parrocchia degli universitari, auditorium, spazi per fare musica e locali messi a disposizione dalle diverse parrocchie del centro. Oggi, con il centro storico fuori gioco, non solo la chiesa ma tutti gli istituti educativi e le associazioni hanno cercato alternative nell’immediata periferia. Un problema non ancora superato tanto che il principale polo di attrazione per i giovani della città è diventato il grande centro commerciale aperto nella zona industriale di Campo di Pile. "Purtroppo sottolinea don Roberto non è pensabile, per il momento, un oratorio che possa restare aperto tutto il giorno perché vi è anche la stessa difficoltà dei giovani ad arrivare qui dai nuovi insediamenti o dalle altre zone della città".Nel parco, oltre alle casette di legno, è stata montata un’altra struttura prefabbricata che ospita la sede di uno dei gruppi scout di L’Aquila. "La prossima estate continua il sacerdote vorremmo riproporre alcune attività per i ragazzi cercando di non limitarci alla città ma organizzando diversi campi nei Comuni del cratere. In questo senso è nata una bella collaborazione con la diocesi e la Caritas per la costituzione di una rete alla quale inviteremo a partecipare anche tutte le associazioni che sul territorio si occupano di giovani". All’interno del parco, in alcuni moduli prefabbricati, i Salesiani hanno anche riattivato i propri corsi di formazione professionale. "Questa opportunità conclude don Formenti non è importante solo per i ragazzi ma anche per la città che nei prossimi anni avrà senza dubbio bisogno di giovani che materialmente, grazie al loro mestiere, possono contribuire alla sua ricostruzione".(18 marzo 2010)