PASTORALE GIOVANILE: MONS. GALLESE (ALESSANDRIA), NO AL "TECNICISMO"

(dagli inviati Sir a Genova) – No al "tecnicismo", come pure a un eccesivo attaccamento agli "strumenti" della pastorale che impedisce di "andare al cuore". Questa l’indicazione che monsignor Guido Gallese, vescovo di Alessandria e delegato regionale per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale piemontese, ha consegnato ai partecipanti al 13° convegno nazionale di pastorale giovanile, che si chiude oggi a Genova. Dopo aver ribadito la necessità del "criterio della prossimità, della vicinanza per conoscere bene una persona", il presule ha evidenziato l’esigenza di "purificare la pastorale giovanile" da improprie sovrastrutture. "A volte – ha esemplificato – c’innamoriamo degli strumenti e non riusciamo ad andare al cuore". E questa è una "fase storica in cui siamo particolarmente legati agli strumenti e fatichiamo perciò nell’arte di far incontrare i giovani con Gesù Cristo – modo nel quale incontrano i fratelli – come pure nell’arte di fare incontrare i giovani con il prossimo, che rappresenta il Cristo". Occorre, per il presule, un salto in avanti nell’educare i giovani, e non basta l’analisi se ad essa non fa seguito la proposta. "Vanno bene – ha precisato al riguardo – le analisi che si fanno ai convegni per una conoscenza dell’uomo, ma se poi non mi occupo dell’incontro tra uomo e Dio non faccio passi avanti e rischio di cadere nel tecnicismo".