L'opinione del territorio
I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, ricordano l’invito del Papa alla veglia che ha preceduto l’inizio dell’Assemblea: ”Nella famiglia si riconosce l’altro come dono, anche quando è un peso o percorre strade diverse, si protegge senza sostituirsi, si corregge senza umiliare, si educa con l’esempio e la pazienza”
“Mettersi alla scuola della famiglia”. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, ricordano l’invito del Papa alla veglia che ha preceduto l’inizio del Sinodo. “Nella famiglia – sottolineano le testate Fisc – si riconosce l’altro come dono, anche quando è un peso o percorre strade diverse, si protegge senza sostituirsi, si corregge senza umiliare, si educa con l’esempio e la pazienza”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: cronaca e vita delle diocesi.
Sinodo sulla famiglia. “Una meravigliosa esperienza di Chiesa”. È il pensiero che accomuna le riflessioni sul Sinodo della famiglia, in corso in Vaticano. “Un sinodo che non è e non deve essere un convegno, o un parlamento o un senato dove ci si mette d’accordo’. Parole chiare che invitano tutta la Chiesa, a partire dai suoi vertici, a mettersi in ascolto, a essere accogliente a non puntare il dito contro gli altri per giudicarli, ma tendere loro la mano per rialzarsi, senza mai sentirsi superiori’. In questo caso il centro è la famiglia, che va difesa, aiutata, valorizzata e che proprio perché così importante e basilare non può essere ridotta a un elenco di norme da decidere, da votare’ o sulle quali trovare un accordo”, scrive Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano). Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), osserva: “Qualcuno pensa che la misericordia sia un cedimento e non l’esercizio della comprensione amorosa di Dio per gli uomini. Tuttavia la misericordia non può tradursi semplicemente nel diritto canonico, in quanto esso stesso deve trovare il modo di esprimere la differenza della comunità ecclesiale dalla comunità civile, laica. In fondo questa è la scommessa di Papa Francesco. Scommessa cristiana nella quale ha coinvolto il Sinodo e nella preghiera ciascuno di noi”. Il Ticino (Pavia) evidenzia che “il Sinodo dei vescovi sulla famiglia è “una meravigliosa esperienza della Chiesa, che ci coinvolge e ci risveglia tutti: camminare insieme’, come comunità di fratelli animati dallo Spirito di Cristo, la cui legge è l’amore e la cui condizione è la libertà”. Per Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro, Fano e Urbino), “il Sinodo promosso e condotto dalla Chiesa dei cattolici allarga l’orizzonte e alza la voce rivolgendosi a tutta l’umanità. La famiglia è un patrimonio di tutti e di ciascuno oltre qualsiasi differenza”. I giornalisti seguono il Sinodo “con appassionata partecipazione’ e ammirevole attenzione’ e riversano su di noi immagini e parole, come si è verificato poche altre volte”, sostiene Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche). Per Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), “dovremo essere riconoscenti al Papa attuale che, in nome dei suoi principi di misericordia e di attenzione amorosa, ha avuto il coraggio di guardare in faccia la realtà, fedele al metodo induttivo, da lui adottato nella sua azione pastorale”. “Il senso dell’impegno vocazionale e il disegno di Dio su ogni uomo, il progetto personale che nella coppia e nell’amore coniugale si realizza in funzione di una più ampia comunità civica ed ecclesiale sarà al centro della riflessione biblico-pastorale, teologica e dottrinale”, afferma Luca Rolandi, direttore della Voce del Popolo (Torino), riprendendo le parole del biblista padre gesuita Giuseppe Trotta, secondo il quale “il Sinodo potrebbe essere il punto di partenza per una più ampia revisione della pastorale sacramentale della Chiesa, chiarendo anche meglio il rapporto fra i sacramenti, in particolare matrimonio, riconciliazione ed eucarestia’, un itinerario nel quale all’uomo contemporaneo, al cristiano in cammino e ricerca sia chiesto un supplemento di responsabilità e sacrificio nella gioia del Vangelo”. La Valsusa (Susa) rilancia un articolo del Sir: “La famiglia è una delle reti’ più importanti per la missione della Chiesa: la famiglia non è una rete che fa prigionieri’, ma è una rete che libera dalle cattive acque dell’abbandono e dell’indifferenza’. Ci vuole un nuovo tipo di reti: il Sinodo è chiamato ad abbandonare quelle vecchie per rimettersi a pescare’, l’invito del Papa”. “Più che parlare di famiglia, questo Sinodo saprà mettersi alla scuola della famiglia’? Lo ha chiesto sabato lo stesso Papa Francesco in piazza san Pietro e la chiamata vale per tutti. È una grande maestra di vita, la famiglia, anche se la sua cattedra è spesso appesantita da fatiche e contraddizioni che vanno riconosciute. L’hanno ammesso con realismo di fede i coniugi trentini Lorena e Stefano Girardi che con i loro quattro figli hanno raccontato al Papa la scelta di fedeltà” e “i loro ritmi quotidiani. Si scoprono come fragili vasi di creta, i genitori di Ravina, ma sono sicuri che il Vasaio non manca nel suo lavoro di manutenzione’ e trovano forza nell’affidargli queste fragilità guardando oltre le incomprensioni, le parole dette male, gli scontri’. Questa è la lezione della famiglia”, scrive Diego Andreatta, direttore di Vita Trentina (Trento). “Domenica 18 ottobre, durante i lavori del Sinodo, Luigi e Zelia Martin saranno proclamati santi. È stato Papa Francesco a scegliere la data, volendo così donare alla Chiesa un modello di quella santità coniugale che tutti gli sposi sono chiamati a vivere”, sottolinea Silvio Longobardi, direttore di Insieme (Nocera-Sarno). Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), evidenzia: “I contesti familiari di oggi sono decisamente diversi da quelli di ieri. La società è cambiata e continua a cambiare: è importantissimo non lasciare che si spezzi quel filo conduttore che unisce la realtà di ieri a quella di oggi. Se veramente vogliamo una società rinnovata è indispensabile che tutti si coinvolgano in una seria riflessione per poi adottare le conseguenti strategie operative”. “In queste settimane si sta parlando molto di famiglia. C’è il Sinodo ordinario e c’è una serie di questioni che stanno impegnando il Parlamento e in particolare la legge sulle unioni omosessuali”, evidenzia Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), per il quale “le prove di forza non bastano se non c’è un rinnovato sforzo culturale per poter dire in modo chiaro e credibile la bellezza del matrimonio”.
Politica. Spazio anche a vicende che riguardano la politica italiana. “Il governo, se vuole meritarsi un minimo di credibilità, dopo avere condotto in porto le riforme, compresa quella sul Senato, deve volgere lo sguardo verso quelle categorie sociali che, forse, hanno meno visibilità – i poveri contano solo per le statistiche – ma che sono più meritevoli di attenzione. Nessun Paese, ripete sempre Papa Francesco, può dirsi civile e giusto se non assicura a tutti un tetto, un lavoro e l’assistenza necessaria a rimuovere le varie situazioni di bisogno. Si chiami reddito di cittadinanza o reddito di inclusione sociale a favore delle famiglie che vivono in povertà assoluta come propone la Caritas; si dia il nome che si vuole, purché si intervenga”, è l’auspicio di Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto). Ma proprio il dibattito sulla riforma del Senato fa nascere perplessità, osserva Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia): “A seguire le cronache dal Senato, con tanto di foto e di filmati, in diretta o in differita, si resta piuttosto sconcertati per il clima venutosi a creare. Parole e gesti a parte, è la stessa ipertensione’ parlamentare pressoché permanente attorno al ddl Boschi sulla riforma dell’assemblea di palazzo Madama a suscitare sconcerto e preoccupazione”. Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), scrive dei “parlamentari che in questa legislatura hanno cambiato casacca. Qualcuno li definisce voltagabbana, altri trasformisti. Quasi tutti uniti per salvare le proprie posizioni di rendita, in considerazione anche dei cambiamenti dei vertici”. Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), riflette sulla questione meridionale: “Urgono programmi realizzabili, che guardino al Sud non con l’occhio del soccorritore’ né con la determinazione di chi intende farne soprattutto fonte inesauribile di guadagno e di utilizzo a basso costo, bensì con la chiarezza di chi si commisura severamente rispetto alle opportunità (economiche, sociali, culturali) che possono via via insorgere ai fini di una vera ripresa comunitaria: priva di orpelli di qualsiasi genere. Il Sud è anche casa nostra: non dobbiamo viverlo, noi del Nord, come un corpo estraneo all’interesse comune”. Sul Piano Poste interviene Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina): “Opportuno è giunto l’intervento del Governo a stoppare le Poste. Poi, però, le Poste hanno fatto sapere che il loro Piano viene sospeso non per tutta la corrispondenza (ancora non riguarda il nostro territorio), ma solo per i prodotti editoriali. Quali l’effetto e il senso di questa specifica, se Poste italiane fa uscire i postini solo per consegnare i giornali? Resta difficile rispondere. Non si intravede né logica né buon senso in una tale decisione. Rimane il dubbio di voler caricare i soli giornali di tutto l’onore per la loro consegna a casa dei lettori-abbonati”.
Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca, da quella internazionale alla locale. Antonio Ricci, direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), parla dell’approvazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: “Si potrebbe parlare di speranze’: non la speranza cristiana, che è certezza per il credente, essendo fondata sull’amore di Dio, ma quella più aleatoria perché basata sulla fiducia nell’uomo, una fiducia che nella storia è spesso naufragata in tanti eventi negativi. Possono sembrare considerazioni troppo pessimistiche, visto che i 17 obiettivi posti dall’Agenda vanno comunque nel senso di un abbattimento della povertà e impegnano gli Stati membri a coordinare le politiche nazionali e internazionali per raggiungere quell’obiettivo. Ma, anche in questo caso, è forse meglio parlare di realismo’”. Il mercato delle armi offre lo spunto a Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), che ricorda l’ultimo massacro “avvenuto nei giorni scorsi in un college dell’Oregon, negli Stati Uniti” e non solo: “Se dalle stragi americane volgiamo lo sguardo al terrorismo internazionale – a partire dall’Isis – su questo tema le cose non cambiano molto: chi gliele dà ai terroristi del cosiddetto Stato Islamico le armi per ammazzare e distruggere? Non se le fabbricano certo in proprio”. Perciò, “se dai Paesi occidentali si decidesse di non vendere più armi a questo esercito di assassini, la pace sarebbe a portata di mano. Ma non è questo che si vuole. Il mercato ha bisogno di essere lubrificato”. Una riflessione sul modo di fare informazione per Paolo Lomellini, direttore della Cittadella (Mantova): “Le strade da noi preferite sono contraddistinte da cartelli e segnali ben precisi: la trasparenza, la pacatezza, la ricerca perseverante del dialogo, l’attenzione alle persone e ai loro problemi, porre in evidenza i valori positivi per non abbandonarsi alla logica del cinismo opportunista o indifferente. Pensiamo ci sia un dovere’ etico e deontologico della informazione cui non ci si può sottrarre”. “In questi anni stiamo vivendo la terza guerra mondiale, un’affermazione sorprendente che arriva da una fonte autorevolissima, Papa Francesco”, sottolinea Nicola Sangiacomo, vicedirettore della Settimana (Livorno), per il quale “se si comprende quanto sia attuale e diffusa la terza guerra mondiale che si combatte nei nostri giorni, sarà più naturale accogliere chi scappa dalla propria patria per fuggire dal dramma dei conflitti che insanguinano tutto il pianeta”. Da questioni planetarie a vicende locali. Parla del convegno a Tossignano e Borgo Tossignano, organizzato dall’Associazione Gipiesse, il Nuovo Diario Messaggero (Imola): “Vivere in prima persona il territorio” è “un presupposto fondamentale e imprescindibile per iniziare a pensare come creare un certo tipo di turismo”. Perciò, “il convegno è stato pensato per iniziare a porre basi concrete sulle quali creare una strategia condivisa e organica che possa portare, efficacemente, a dei risultati”. L’Asl Na2 ha scelto Ischia per un convegno – il 15 e 16 ottobre al Palazzo Reale – dal titolo “L’umanizzazione all’interno dei percorsi assistenziali”, ma lamenta Lorenzo Russo, direttore di Kaire (Ischia), “come può l’Asl affrontare questo tema sulla nostra isola”, dopo tutto quello che è stato fatto “per i servizi di salute mentale? Uno smantellamento a 360 gradi, un azzeramento, una disumanizzazione totale”.
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. “La missione fa parte della grammatica’ della fede”: la Gazzetta d’Asti (Asti) riprende le parole di Papa Francesco nel Messaggio per l’89ª Giornata missionaria mondiale che ricorre il 18 ottobre. Partendo dal tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, “Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo”, Francesca Cipolloni, direttore di Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), osserva: “Il futuro che ci attende è stimolante e preoccupante al tempo stesso, complice una frenetica, fagocitante dimensione digitale che sembra pervadere la nostra quotidianità senza riservarci, talvolta, il giusto tempo per riflettere. Tra le pagine scritte e le schermate on line, ben venga, allora, questo pungolo di Francesco per mettere in atto una comunicazione buona ed efficace’, capace di aprirsi al dialogo, alla comprensione reciproca e alla riconciliazione, permettendo la nascita di incontri veri'”. Con il Sinodo, evidenzia Giorgio Zucchelli, direttore delNuovo Torrazzo (Crema), ha preso “il via uno dei tre grandi appuntamenti dell’autunno ecclesiale 2015”, gli altri due sono “il Convegno della Chiesa italiana a Firenze (9-13 novembre) e l’apertura dell’Anno Santo della Misericordia l’8 dicembre”. La Voce della Vallesina (Jesi), a proposito di uno dei cinque verbi della traccia per Firenze, evidenzia che “abitare può essere tradotto”, tra l’altro, come “comprendere il mutamento sociale in corso” e “pensare ai poveri non solo come categoria esistenziale ma come persone deprivate di diritti sociali e civili anche in paesi ricchi come l’Italia con crescenti disuguaglianze sociali ed economiche”. Logos e ragioni della verità (Matera-Irsina) dedica l’editoriale alla nomina del vescovo, monsignor Salvatore Ligorio, ad arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo: “Un uomo di dialogo con tutti e con tutte le istituzioni, rispettoso del ruolo di ognuno, perché rispettoso della persona e della sua dignità”. “Una religione che propone di credere in un Dio isolato nel cielo e dimentica l’uomo sulla terra è qualcosa di disumano; non ha nulla a che vedere con il cristianesimo”, osserva Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro). Sul caso Charamsa interviene Paolo Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato): “Il chiasso artatamente organizzato alla vigilia del Sinodo, la precipitosa partenza per la Spagna con il compagno il giorno dopo e lo spegnimento dei riflettori, fanno pensare che il prete polacco in servizio al Vaticano autore della dichiarazione di essere gay abbia voluto inserirsi in un evento mediatico mondiale per lo smaccato desiderio di farsi pubblicità al fine di vendere i suoi libri già pronti in italiano e polacco e andare nelle tv scandalistiche”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), ricorda: “Un prete o un vescovo non parlano mai a livello personale. Così sono percepiti. La sola loro presenza sui media mette sempre in gioco il Vangelo e la Chiesa”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) pubblica un comunicato dell’arcivescovo Marco Arnolfo sul rinnovo del Consiglio episcopale. Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) dedica l’editoriale al funerale di monsignor Domenico Amato, amministratore diocesano, dopo la scomparsa del vescovo Luigi Martella, il 6 luglio scorso. La Voce Alessandrina (Alessandria) ricorda che “Segui il segno!’ è lo slogan ideato dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile e vocazionale di Alessandria per il nuovo anno pastorale”.