Giornali Fisc
“C’è una Brexit tutta cuneese. È la definitiva e totale uscita della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo dalla Banca regionale europea (Bre), che passa interamente in proprietà di Ubi banca Spa”. Lo afferma Ezio Bernardi, direttore de “La Guida”, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale cattolico cuneese. “Non è un abbandono traumatico su scala planetaria come quello inglese – aggiunge – ma è significativo per la nostra Provincia. Perché segna la fine di un rapporto che durava da 160 anni sciogliendo l’ultimo filo di continuità tra Cuneo e la sua storica Cassa di risparmio”. Per Bernardi, si tratta di “una cesura che non sarà senza conseguenze. A cominciare dalla riduzione di sportelli e di personale”. Secondo il direttore “non erano date alternative alla vendita, decisa e concordata su altri tavoli e poi ‘suggerita’ alla Fondazione cuneese che l’ha fatta propria”. “Tutto questo accade sullo sfondo dei convulsi movimenti del mondo bancario italiano – prosegue Bernardi – costretto a tappe forzate verso nuove aggregazioni per dare vita a pochi istituti, più grandi e meglio patrimonializzati, nella convinzione che questa sia l’unica strada per reggere la concorrenza internazionale e proteggere i risparmi dei cittadini”. Anche le piccole banche ‘Casse di risparmio’ (Savigliano, Saluzzo, Fossano, Bra) probabilmente “saranno presto in mano di amministratori espressi dalle nuove grandi proprietà e non più dalle istituzioni del territorio”. “Il loro rapporto con chi sul territorio opera e lavora – avverte Bernardi – inevitabilmente, si allenterà e risponderà esclusivamente ai criteri di tutte le grandi banche, la cui finalità è investire il denaro nel modo più redditizio possibile per loro stesse”. Il direttore ricorda poi che Casse di risparmio sono nate, da metà Ottocento in poi, per “raccogliere e far fruttare i piccoli risparmi a vantaggio della comunità e, in particolare, delle sue classi più povere, combattere la piaga dell’usura, promuovere lo sviluppo economico, sociale e culturale”. Finalità – secondo Bernardi – “da perseguire anche in questa complessa stagione dove l’economia e il lavoro soffrono più che mai”. “La domanda e la scommessa oggi è se e come Fondazioni e Casse rurali sono capaci e soprattutto determinate – conclude – a rispondere ancora a queste finalità”.