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Lavoro: mons. Paglia, “decisivo per la dignità della persona” ma “non diventi idolo cui sacrificare ogni cosa”

Il lavoro è “senza dubbio decisivo per la dignità della persona”, ma “non deve però diventare un idolo sul cui altare sacrificare ogni cosa, ideali e affetti familiari” e anche “un po’ senso della propria patria”. Il monito è di monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, intervenuto questo pomeriggio a Roma all’inaugurazione del Festival del lavoro 2016, insieme al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e alla presidente della Rai Monica Maggioni. Nella sua riflessione, monsignor Paglia ha più volte fatto riferimento a Papa Francesco, che oggi salutando i pellegrini italiani dopo l’udienza giubilare ha ribadito che “il lavoro dà dignità”, e ha citato l’esortazione apostolica “Amoris laetitia”. Secondo il presule, il lavoro appartiene “alla stessa dignità della persona umana” e “si inscrive nel vivo nel crocevia ‘persona, famiglia e società”. “Slegare il lavoro dalla persona, dalla famiglia e dalla società significa mettere le basi di uno squilibrio”. Il lavoro “va armonizzato alle altre sfere di espressione della persona umana, per poter consentire lo sviluppo di quell’umanesimo integrale, dove la famiglia e la società nel suo insieme hanno un posto centrale. Per questo il lavoro è sacro” e “la festa diventa il momento in cui questa sacralità” è celebrata “nella gratuità, contro la tentazione del primato assoluto dell’economia, per esaltare il primato del noi nella famiglia e nella società”. Secondo monsignor Paglia, oggi è “quanto mai necessaria una cultura che superi quella del semplice assistenzialismo”, che aiuti i giovani e “si opponga con fermezza al lavoro nero e allo sfruttamento dei più deboli”. Il lavoro deve essere al centro della “preoccupazione civile”. No, “anche nei momenti di crisi e di fame occupazionale” alla “tentazione di accontentarsi di condizioni e retribuzioni disumane, privo delle minime condizioni di sicurezza e di legalità”.