Seminario Caritas-Missio-Focsiv

Povertà in Europa: don Soddu (Caritas), “Non esistono formule magiche, esiste l’impegno”

(da Atene) – In una Europa in cui i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi, che non riesce a dare risposte all’aumento dei profughi, quali prospettive suggerisce la Chiesa? Se ne è parlato oggi ad Atene durante la tavola rotonda nel corso del seminario internazionale “Grecia, paradosso europeo, tra crisi e profughi” (7-9 luglio), organizzato da Caritas italiana, Missio e Focsiv, sostenitori della campagna Cei “Il diritto di rimanere nella propria terra”, insieme agli aderenti alla campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro”. “Papa Francesco ci ricorda la necessità di una rivoluzione a favore dell’inclusione sociale dei poveri – ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana -. Non esistono formule magiche, esiste l’impegno. La nostra funzione è prevalentemente pedagogica, il nostro compito non è essere crocerossini della società ma fare in modo che coloro che non hanno voce possano averla. Non fare assistenzialismo ma uscire da questa impasse, perché tutti gli Stati sono finora imbrigliati in idee ed egoismi. Andare nelle periferie e non costruire più barriere”. Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, ha invitato a rendere operative le proposte contenute nel dossier su “Grecia, paradosso europeo, tra crisi e profughi” presentato questa mattina, e ha poi commentato l’ultima comunicazione della Commissione Ue che prende le mosse dal “Migration compact”: “C’è un aspetto positivo rispetto agli aiuti all’Africa – ha osservato – ma l’Europa deve rendersi conto che 1 miliardo 800 mila euro investiti per 5 anni in 20 Paesi africani sono briciole: la cifra è pari alla spesa per l’accoglienza in Italia di 140 mila profughi”. Cattai ha invitato anche l’Ue a “rivedere l’accordo con la Turchia perché le ricadute sulla Grecia saranno ancora più nefaste”. Don Michele Autuoro, direttore della Fondazione Missio, ha citato più volte gli interventi di Papa Francesco, invitando a contrastare la globalizzazione dell’indifferenza con “una globalizzazione della comunione e cooperazione tra le Chiese, per metterci in una ottica di scambio e arricchimento reciproco”, come sta accadendo in questi giorni tra realtà ecclesiali d’Italia e Grecia, coinvolte per la prima volta in un evento comune. Oltre 150 i partecipanti al seminario.