Assemblea

Colombia: vescovi, “la Chiesa sarà un ospedale da campo nel post conflitto”

La Chiesa colombiana si propone di essere un “ospedale da campo nel post conflitto”, per “sanare le ferite delle vittime”. Lo si legge in un comunicato stampa della Conferenza episcopale colombiana (Cec), diffuso al termine della propria Assemblea plenaria. Il comunicato è stato letto dal presidente della Cec, monsignor Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, e dal neo segretario della Cev, monsignor Elkin Fernando Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín, eletto proprio nel corso di questa Assemblea al posto di monsignor José Daniel Falla Robles, nominato dal Papa vescovo di Soacha.
Nel comunicato finale i vescovi evidenziano che le radici della violenza in Colombia “stanno nell’allontanamento da Dio, nella crisi di umanità, nella disintegrazione della famiglia, nella perdita dei valori e nel relativismo etico, nei vuoti del sistema educativo, nell’assenza dello Stato o nella sua debolezza istituzionale e nella corruzione”. Al tempo stesso i vescovi guardano con speranza alla crescente presenza di istituzioni o persone che lavorano per la pace. Dall’episcopato è giunto anche un invito a tutti i colombiani perché partecipino, “con un voto informato e in coscienza”, al plebiscito che sarà indetto dopo la firma del trattato di pace tra il Governo e i guerriglieri delle Farc. Nel corso dell’Assemblea, dominata dalle preoccupazioni per la fase del post conflitto, i vescovi hanno fatto sentire la loro voce anche su un altro grosso problema sociale, quello dell’indiscriminata presenza di attività minerarie nel paese, soprattutto nel dipartimento di Antioquia.