Musica e fede

Cultura: Milano, concerto “Cum grande humilitate”. Gangarelli, “Cantico creature, inno d’amore verso Dio e il Creato”

La musicista Cinzia Gangarella

“Il Cantico delle creature è un inno d’amore verso Dio e verso gli elementi del Creato che san Francesco, con una intuizione rivelatrice, chiama creature. Creature quindi non sono solo gli esseri umani, ma tutto ciò che è stato creato, unico e prezioso nel suo aspetto e nella sua funzione”. La riflessione è di Cinzia Gangarella, autrice delle musiche per il concerto “Cum grande humilitate”, che si terrà questa sera, alle ore 21, nel duomo di Milano (ingresso libero fino ad esaurimento posti), su iniziativa della Veneranda Fabbrica. L’iniziativa culturale e spirituale pone al centro Francesco d’Assisi e il suo “Cantico”; la serata, dedicata a san Giovanni Paolo II, sarà introdotta da una lectio magistralis di Philippe Daverio sull’iconografia francescana. Gangarella prosegue: “Ad ogni creatura è dedicata una strofa del Cantico non come un elenco di elementi esistenziali bensì nella rappresentazione del sistema enciclopedico di tutta la realtà cosmica allora concepita, strutturata in un ordine poetico dotato di grande sinteticità oratoria. Il sole, le stelle, il vento, l’acqua, la terra, la morte, (perfino la morte corporale nella visione di Francesco è una creatura ed è sorella), vengono stagliati in un linguaggio esatto nella sua essenzialità e proprio grazie a questa essenzialità si mantiene immutata la potenza dei versi”.
Nel comporre la Cantata “Cum grande humilitate” – afferma la musicista – “ho cercato di rispondere a questo richiamo partendo da alcuni punti cardine: prima di tutto l’organico strumentale, essenzialmente formato da pianoforte e percussioni; nella scelta delle percussioni ho voluto richiamare il senso di comunione tra le genti, molto esplicito nel Cantico, coinvolgendo strumenti da ogni parte del mondo”. “Nella scrittura musicale ho tenuto molto a non limitarmi, come spesso accade, a un’immagine di san Francesco edulcorata e mielosa, immagine per me molto sbagliata e riduttiva. Al contrario, la lettura del Cantico mi ha messo di fronte al mistero di una preghiera che non ha paragoni, per complessità e valori estetici, con alcuna altra in Occidente”. La risoluzione musicale “avviene anche attraverso la decisione, presa con Ottavia Fusco ideatrice del progetto e voce solista della Cantata, di ripetere l’ultimo verso del Cantico nelle undici lingue attualmente più parlate”.