Omelia
“La fede è la cosa più importante”. A ricordarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata ieri pomeriggio, nella chiesa di Santa Marta, durante la messa celebrata per i volontari che presteranno servizio durante il Congresso eucaristico che si svolgerà nella città della Lanterna dal 15 al 18 settembre. “Dobbiamo parlare di Dio – ha detto il porporato – perché l’uomo, e il mondo moderno, se non riconosce Dio non riconoscerà neppure l’uomo. Se non riconoscerà sul volto di Cristo il volto di Dio, smarrirà anche il volto dell’uomo e l’uomo sarà sempre più ridotto ad un oggetto da usare e da buttare, da usare se serve, se produce, se conta, se ha potere, e da buttare quando, inevitabilmente, per la salute, per gli anni, esce dalla scena che conta, secondo il linguaggio umano, ed entra nel cono d’ombra della dimenticanza”. “La nostra Europa, il nostro occidente – ha proseguito – ha bisogno di riscoprire, di riconoscere, di tornare a riconoscere il volto di Dio e così non perdere il volto dell’uomo”. “Il miracolo che Gesù vuol fare nel Congresso eucaristico, attraverso la nostra povertà e l’offerta di noi stessi nel servizio umile, nascosto – ha detto ancora rivolgendosi ai volontari – sarà di sfamare le anime che verranno a Genova: sfamarle da quella fame che è ben più grave della fame materiale che è la fame dell’anima”. Perché, ha proseguito, “in questo mondo desertificato – dove sempre più si mangia il pane amaro della solitudine, dell’isolamento, della dimenticanza, dell’abbandono, della emarginazione, in cui si mangia ogni giorno il pane dell’incertezza, il pane duro ed avvelenato della falsità e della menzogna – il cuore dell’uomo desidera ancora il pane della verità, la sorgente della bellezza e del bene”. Infatti, ha concluso, “il cuore dell’uomo lo desidera e lo desidererà sempre, fino alla fine del mondo” e “non ci sarà cultura, società, politica, ideologia, menzogna che potrà spegnere ed uccidere questa fame e questa sete”.