Giornali Fisc
“Abbiamo un problema: i neri. I diversi pigmenti della pelle continuano ad agitare spettri e nutrire paure”. È quanto scrive Laura Mandolini, sull’ultimo numero de “La Voce Misena”, il settimanale della diocesi di Senigallia, riguardo ai recenti fatti di cronaca che fanno “assomigliare un’assonnata contrada fermana alle trafficate strade delle metropoli statunitensi”. “Qui l’ignoranza di cervelli annacquati da ideologiche curve da stadio, oltreoceano il pregiudizio razziale che fa di ogni afroamericano un potenziale delinquente”, prosegue Mandolini, per la quale “prima di scomodare la solita sociologia, le fatiche dell’integrazione, le deficienze nell’affrontare le migrazioni, le lecite paure verso chi non si conosce, sforziamoci almeno di capire e di riconoscere che, appunto, abbiamo un problema e forse più di uno”. La giornalista invita a “riandare indietro nella storia di qualche secolo quando il continente africano veniva privato delle sue forze più giovani ed energiche”. “Da quel disumano commercio, oggi tornato di moda proprio nel nostro Mediterraneo, il continente nero non si è più ripreso e sono cominciati tanti guai”, osserva Mandolini, secondo cui “il peso specifico di questo trauma, amplificato anni dopo dalla colonizzazione e dal post-colonialismo (ancora vivo e vegeto) è enorme, forse paragonabile in intensità alla Shoah ebraica, specie in termini di ricadute contemporanee nel mondo occidentale e mediorientale”. “Non sarà un caso che i razzismi che vanno ancora di moda hanno spesso a che fare, appunto, con ebrei e neri. ‘Buchi neri’ della storia che avvelenano ancora esistenze, società, coraggiosi tentativi di voltare pagina”. E citando il discorso pronunciato il 28 agosto 1963 a Washington da Martin Luther King, conclude auspicando che arrivi presto il giorni in cui tutti gli uomini saranno “liberi dall’ignoranza che arriva ad uccidere, liberi dall’egoismo che non ci fa più desiderare la giustizia ed il bene per tutti”.