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Le due organizzazioni non governative Amref e ActionAid hanno lanciato in questi giorni un progetto per portare infrastrutture idriche, sanità e aiuti concreti alle popolazioni del nord Etiopia, colpite dalla peggiore siccità degli ultimi trent’anni e successive alluvioni, che hanno spinto 237.000 persone a lasciare le loro case. Inoltre il caldo torrido di El Niño e le piogge torrenziali hanno causato la morte di 400 mila capi di bestiame nella sola zona nord, causando migliaia di ettari di terreno incoltivabili. L’intervento di Amref ed ActionAid si concentra nell’area di Amhara, North Shewa zone. Qui Amref Health Africa lavorerà per la creazione di infrastrutture idriche e si dedicherà alla formazione delle comunità sulla gestione e manutenzione degli impianti, e sulla prevenzione delle malattie legate all’acqqua. “In 10 mesi – spiega Roberta Rughetti, responsabile programmi Africa di Amref – ci proponiamo di migliorare le condizioni di vita dei migranti potenziali, fornendo loro i servizi igienico-sanitari essenziali”. ActionAid si occuperà invece di sostenere le attività agricole, “del ripopolamento del bestiame – riferisce Alberto Petralia, coordinatore del progetto di ActionAid – e del rafforzamento delle conoscenze delle comunità sulle tecniche di coltivazione più efficaci”.