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“Oggi il mondo sta vivendo una ‘guerra mondiale a pezzi’. Parole di Papa Francesco, che andrebbero così modificate: una guerra mondiale a tappe”. Lo afferma don Vincenzo Rini, direttore de “La Vita Cattolica”, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano cremonese. “Ogni giorno una tappa nuova – spiega Rini – fatta di massacri, di distruzioni di vite umane eseguite con una ferocia senza confini. Le ultime due, recentissime – il massacro di Nizza e il tentato golpe in Turchia – trasformano questa estate in una interminabile stagione di morte”. “È evidente che questi due terribili eventi – come pure altri precedenti -, sebbene in maniera ben diversa l’uno dall’altro, provengono ambedue dal mondo musulmano”, prosegue il direttore, per il quale “lo stragista della Promenade des Anglais di Nizza si era radicalizzato estremista nel giro di pochi mesi” mentre “la vicenda turca ha origini immediate ben diverse e può essere letta alla luce di uno scontro politico/culturale tra l’esercito, custode da sempre dell’ortodossia del fondatore della Turchia moderna Kemal Ataturk – che del suo Paese intendeva fare una nazione ‘laica’ -, e la gestione politica del potere da parte di Erdogan, il quale a passi sempre più decisi sta eliminando la laicità kemalista per trasformare il Paese in una società fortemente islamizzata”. “A imparentare i misfatti Isis con quelli turchi sta il fatto, ben noto, che negli anni scorsi i foreign fighters che dall’Europa andavano ad arruolarsi nelle file dell’esercito islamista in Siria e Iraq trovavano un passaggio facilitato proprio nella Turchia di Erdogan”, aggiunge Rini, secondo cui “dietro le stragi ci sono intrecci su cui il mondo libero e democratico non ha ancora aperto del tutto gli occhi”.